Il Tempo passa ...


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03 settembre 2010

Ridere ok ma....



pensare bene a quanto si vede nel video qui, ok?






Non vale solo per i giovani, ovviamente.

Così è se vi pare.

01 settembre 2010

Niente altro da dire...




E' molto tempo che non scrivo...

Guardando agli eventi accaduti ultimamente, credo che si possa capire il perché.


Questa è un sogno dal quale il Bel Paese e gli italioti non si sveglieranno mai.


Così è se vi pare.


20 aprile 2010

In nome Mio...




Chi non ne sa nulla può farsi un idea in questi articoli: 1 e 2.

E' chiaro che chi deve rappresentare tutto e tutti in nome dell'amore non può essere legato agli stessi impegni che il seguire una fede dogmatica impone.

Visto gli attuali problemi della Chiesa in materia di "purezza", sembra evidente che non si tratti di contravvenire a una regola, ma solo del sacrosanto diritto di fare ciò che si vuole.

Del resto manco è stata la prima volta. Basta provarci e se va', va!

La libertà prima di tutto, no?

Spiegatelo alla massa di divorziati che credono in certe cose "veramente" (*) e soffrono per non potere fare parte "a pieno" della loro comunità.

Qualcuno crede che ci sarà un risveglio?

No. Credo proprio di no.

Come dimostrano le specifiche (e indebite) indicazioni di voto di chi si occupa per conto di quello Stato teocratico, del territorio del BelPaese.

Se lo appoggiano, vuol dire che gli va bene così, evidentemente.

Del resto, citando a spanne e memoria Crozza:

"Difficile per un cattolico essere cristiano..."

come dimostrato dall'atteggiamento nei confronti delle mense e dei trasporti di bambini extra comunitari, in zone della Padania profonda, ove la recente conversione dai riti celtici alla strenua difesa della Croce, fa "letteralmente" miracoli.

Così è se vi pare.

(*)

Esempio 1

P.S. La foto ritoccata è stata presa dal blog "piovono rane", che ringrazio per l'uso.

13 ottobre 2009

Poche idee






in compenso ben confuse verrebbe da dire leggendo articoli come questo.

Certo la confusione esiste nella classe politica del BelPaese ogni volta che invece di "fare" ci si ritrova a parlare di "come fare".

Alla faccia di chi dice che le ideologie non servono.

Le ideologie servono a mettere dei paletti precisi, a indicare una direzione di massima, che chi decide di seguire può cambiare certamente nel tempo, ma non stravolgere completamente.

In questo senso l'area autoritario conservatrice nel BelPaese è messa meglio, perché gli interessi di parte delle varie fazioni di quel lato sono ben cementate da schegge ideologiche ben precise tipiche dell' estremismo di destra; che si parli di omofobia, razzismo, religione giusta in giusto Stato o della superiorità del proprio Duce, poco importa.

Poche idee e ben confuse quindi soprattutto in quella parte che "si dice" del centro - sinistra ma che ha un anima traviata da elementi che hanno già dichiarato di "non avere scelta" e che invece di dimettersi dalle proprie cariche aspettano il prossimo tram...

Elementi più Papisti del Papa, che probabilmente avrebbero una unica posizione rivoluzionaria nella Chiesa Cattolica solo in funzione della possibilità di una donna a diventar Pontefice.
Ma che per il resto sono ideologicamente e dichiaratamente più a destra di esponenti importanti dell' altro schieramento.

Stando così le cose difficilmente si può dire che le idee siano confuse ma che siano "determinate".

Qui ci si trova di fronte a persone determinate a imporre valori che in, quello che dovrebbe essere il lato democratico della politica, non sono semplicemente ammissibili.
E non se ne andranno, se non dopo avere ulteriormente affossato la rappresentanza politica democratica del BelPaese, a tutto vantaggio di coloro che, si possono ben definire" camerati nello schieramento imprenditorial - autoritario di centro destra.

Il Partito Democratico alla fine conferma di essere quanto il suo acronimo indica: solo una bestemmia.

E intanto, per parlare solo di uno dei problemi irrisolvibili dal centro - sinistra, la violenza continua indisturbata.

A tutti coloro che fanno confusione fra appartenenza al lato democratico e appartenenza al "Partito Democratico" indico la strada del ragazzo cinese nel video proposto.

In fondo pur partendo da premesse sbagliate, se si hanno buone intenzioni, si può migliorare la propria vita e con questo, forse anche quella degli altri.

Così è se vi pare.

21 settembre 2009

Inciviltà




E' da parecchio che non scrivo.

L'Estate ci lascia oggi; è stata lunga e molto calda.

Decisamente pesante per le tante cose che mi ha portato, dolori fisici e interiori su tutto il resto.

Non ho avuto voglia di scrivere.

Non ho voglia di scrivere ora.

Viviamo tempi bui e il futuro sembra ancora più cupo.

Ovunque dicono di sorridere; ovunque dicono che va tutto bene.

Mentre tutto intorno vedo, sento, annuso, tocco, soltanto inciviltà.

Così è se vi pare.

06 maggio 2009

Il re è nudo?




Penso sia inutile commentare quanto sta accadendo.

Anche se a dire il vero un commento a un post di Chiara lo ho lasciato e qui lo riporto:


I "Cavalieri" nel BelPaese sono solo neri.

No. Non è una battuta di stampo politico.

Non solo almeno.

In un paese dove quasi tutti cercano di metterlo in quel posto al prossimo in qualità di più furbi, i "migliori", i "Cavalieri" appunto, sono neri per il fango e la melma che devono rimestare continuamente, per effettuare le proprie manovre, coprire le proprie risorse, e alla fine godere della propria fama.

Come i maiali in una porcilaia.


Questo non è un paese per onesti.

Solo per furbi.


C'è solo da chiedersi una cosa:
il re è nudo?

La risposta credo sia no.

Chi ha il potere rispecchia la base degli individui che costituiscono il paese.

E le genti italiche hanno pochi tratti in comune: ci sarebbe da riflettere e commentare molto su quali siano.

Non mi interessa.

L'indole storica, radicata nella spina dorsale di molti nel Belpaese, ha trovato il coronamento in quella che è la nuova società, attraverso una nuova visione politica, che un capellone irriverente ha ben definito la visione del partito dell'uomo qualcuno.

Ma si tratta di personaggi malnati, malvestiti e puzzolenti, no?

Il salotto buono della Tv di Stato accoglie l'Imperatore che spiega esattamente come tutto sia un malinteso, una trappola costruita dall'avversario politico.

Tutte cose che si possono leggere da anni.

Solo che nel BelPaese leggere e avere una cultura è considerato disdicevole.

Anche le Lauree se non sono prese con voti di questo genere:

90 - 60 - 90

non valgono molto.

Così il novello maiale Napoleone si assolve da tutto.

Anche da quello che fino a ieri non era reso pubblico.

Perché è innocente per il passato, il presente e il futuro.

Perché le italiche genti vogliono un capo così.

Ne hanno bisogno per continuare a giustificare il proprio stile di vita, una ipocrita morale comune e la patria italianità.

Ne hanno bisogno per sapere quale tipo di bestia sono in questa bella fattoria...

Come dite?

Sono anche io uno di quelli malversanti, malvestiti e puzzolenti?

Non credo.

Non mi sembra di dire nulla di molto diverso da quanto anni fa, affermava Giuseppe Prezzolini:
  • I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.
  • I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.
  • Non bisogna confondere il furbo con l'intelligente. L'intelligente è spesso un fesso anche lui.
  • Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.
  • Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.
  • I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.
  • Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.
  • L'Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l'Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.
  • L'Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l'italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l'esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l'ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un'altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l'Italia, è appunto l'effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.







Per tutto questo il re non è, e non sarà mai, nudo.

Così è se vi pare.

P.S.
L'immagine è una elaborazione tratta dal blog: Blog a 2 Piazze, che ringrazio per l'uso.

P.P.S.
Ringrazio il commentatore Gio, del blog di Chiara per l'indicazione del video.

P.P.P.
Le citazioni di Prezzolini vengono dalla pagina a lui dedicata su wikiquote.


22 aprile 2009

diritto e rispetto




Spesso ci sono poche cose da dire.

Spesso ci sono troppe persone che parlano e impongono il loro modo di vedere le cose a tutti, per motivi ideologici, religiosi o di mera convenienza personale, solo perché si trovano nelle condizioni di farlo, fregandosene della cultura, del sentire e del vivere altrui.







Leggete, se volete, una volontà che rimarrà inascoltata, secondo una legge teocratica scritta nel nome di un dio piccolo piccolo.

Così è se vi pare.

P.S.
L'immagine elaborata è stata tratta dal blog Veritas, che ringrazio per l'uso.



09 aprile 2009

Il bisogno di dio...






Domani ci saranno dei funerali.

Un gesto catartico di assoluzione per tutti.

Un evento mediatico come tutti gli altri.

Domani è anche il giorno della morte di dio, secondo alcuni.

Non sono qui per disquisire sull'esistenza o meno di dio, o del senso di una religione, che nella sua setta cattolica tanto produce impatti nella vita sociale del BelPaese.

Sono questioni di cui scrivono molto bene Corrado Augias e Vito Mancuso nel loro libro: "Disputa su Dio e dintorni".

Se ci si ponesse la domanda:

" Se dio esiste perché permette che accadano certe cose?"

- domanda che si sono posti a migliaia nella storia, - credo che in questo dubbio si troverebbe un seme di profonda verità.


Trovo molto fondate le tesi di diversi ricercatori in varie università sul bisogno dell'uomo di inventarsi dio; su Wired.it c'è un articolo molto interessante a questo proposito.

Poco importa se dio esiste oppure no; poca importanza hanno domande sul senso dell'esistenza di dio di fronte a immani tragedie che spesso, come nel caso di questo terremoto, hanno le loro cause di sofferenza più alte nel comportamento dell'uomo.

Si troveranno sempre masse enormi di persone disposte a credere per eliminare l'angoscia della morte; disposte a credere perché fare parte di un gruppo aiuta a non "essere soli", a "sentirsi protetti".

Ha senso che esista un dio di una sola parte, un dio indifferente, un dio i cui piani sono troppo alti per essere compresi da quella che si crede essere la più perfetta delle creature nell'universo?

La creatura creata a immagine e somiglianza di dio, appunto. O così perfetta da averlo inventato.

Perché qualora esistesse un dio del genere, sarebbe sempre e comunque un dio con la "D" minuscola.

Non sono nessuno per parlare contro o a favore della posizione o delle fedi di altri esseri umani.

Mi accontento di cercare di guardare alla realtà per quel che è.

Se proprio qualcuno desidera avere delle risposte certe su dio o meglio, da dio dovrebbe ringraziare l'artista olandese Johan van der Dong e la sua originale idea.

Telefonando al numero 0031 0644244901 potrete lasciare un messaggio alla segreteria telefonica di dio....

L'artista stesso assieme a colleghi poeti lascerà dei messaggi che assieme a quelli di tutti gli altri, come forma di preghiera collettiva e contemplazione, verranno poi raccolti e messi in mostra presso il "Kunstruimte Nooderstation Noordoost" di Groningen.

Non credo però che qualcuno riceverà una telefonata con qualche risposta...

Così è se vi pare.

17 marzo 2009

libertà di opinione...




La libertà di opinione è una gran cosa.

Tutti dovrebbero avere il diritto di averla.

Avere il diritto ad avere una propria opinione deve andare di pari passo con due cose fondamentali, almeno per me:

  • Il diritto di parola inteso come libertà di esprimere la propria opinione.
  • Il senso di responsabilità personale, connaturato al proprio ruolo, al contesto storico, politico e culturale al quale si appartiene.
Ho letto un paio di articoli (Repubblica, Corriere) che riportano le affermazioni di un noto Capo di Stato, in merito al problema della diffusione dell'AIDS in Africa e, in generale, a quale sia la migliore soluzione per combattere la diffusione di questa terribile malattia.

Ora, se ognuno ha diritto ad avere la propria opinione e a manifestarla, credo che abbia



l'obbligo morale


di pensare prima di parlare, in nome della responsabilità sottesa al proprio ruolo sociale.


Fino a che le proprie opinioni le scrive uno sconosciuto blogger (ammesso che io lo sia) è un conto; se le opinioni sono quelle di un Capo di Stato che è Principe assoluto, ma non illuminato (cosa che dimenticano in tanti) e Capo di una religione (cosa che nel BelPaese viene ricordata almeno una volta in ogni telegiornale) il conto è ben diverso.

Come diversa

è la responsabilità personale collegata al contribuire all'ammalarsi di milioni di persone,

per sostenere una precisa posizione teo ideologica; e, considerando il livello di cure e reddito disponibili mediamente in Africa, questo corrisponde alla possibile induzione alla morte per milioni di persone.


In tema di sessualità e malattie sociali connesse, credo che questa gente dovrebbe chiarirsi parecchio le idee:

Non che importi molto, visto che il potere residuo di quello Stato nel mondo, dipende dal mantenere bene alte certe bandire ideologiche e certi steccati sociali, in nome di una ben definita, quanto mai dimostrata, salvezza finale.

La libertà di opinione è una gran cosa.

Proprio perché essa si manifesta in un regime sociale dove un sano relativismo, propone il valore dell'umano, contro il dogmatismo di coloro che hanno ragione, in nome di un dio del quale non possono in alcun modo dimostrare l'esistenza.

A scapito del dolore e della morte che rischiano di spandere ogni giorno nel mondo.

Molto meglio guardare alle cose in maniera equidistante, senza negare, condannare o assolvere; ma solo, se possibile, cercando almeno di non fare altro male.

Così è se vi pare.

P.S.
Ringrazio il blog Zorba il gatto per l'uso dell'immagine e per il post che ho citato sopra.



23 febbraio 2009

I cartelli della paura




Da questo articolo del Secolo XIX sezione Imperia, in merito al podio del 59° Festival di Sanremo:

sulla vittoria di Marco Carta:

È una buona notizia, perché batte l’omofobia insopportabile di Povia e della sua litania “Luca era gay”, in uno scontro che diventa una frattura generazionale e di cultura.

sul perché tale vittoria è una buona notizia:

Il pericolo scampato è davvero grande, ma non toglie che buona parte dei giurati ha dato credibilità a uno dei peggiori esempi di omofobia e intolleranza, mascherati da libertà d’espressione. Sarà pure una gara, ma gli esempi contano ancora qualcosa.

Dell' omofobo in questione non parlo.

Basta solo pensare a quanta ignoranza e pregiudizio con la sua canzonetta sia riuscito a instillare nelle mediamente poco capienti menti delle genti italiche.

Siamo oramai alla paura nella canzonetta, al bisogno di difendere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato a priori.

Piallando tutti gli altri punti di vista.

In nome di un solo dio, di una solo chiesa, di una sola tradizione integrata in un solo territorio in mano a solo una parte delle genti del Paese.

Benvenuti nel BelPaese Oscuro.

Abbiamo le ronde finalmente!

Quando organizzeranno i safari di caccia allo straniero (comunitario o extra comunitario poco importa).

Il turismo ne guadagnerà di sicuro!

Quando ci saranno le castrazioni sulla pubblica piazza di coloro che non verranno definiti persone con una sessualità diversa, ma solo ed esclusivamente dei pervertiti?

La morale e la difesa della vita saranno salve!

Quando apriranno i nuovi impianti per l'igiene pubblica?

Si sa: una doccia al giorno leva il medico di torno...

Così è se vi pare.


12 febbraio 2009

Il bianco e il nero




Sono state dette molte cose.

Sono state dette troppe cose.

Sono state dette troppe cose, con toni e modi privi di compassione.

La compassione, almeno da un punto di vista buddhista, è un sentimento, una pulsione verso il bene altrui, generato dalla consapevolezza dell'intrinseca vacuità di ogni cosa nell'universo.

Tutto è parte di un unico processo indistinto i cui aspetti sono solo riflessi o manifestazioni non scollegate.

La compassione nasce quindi dalla comprensione e la comprensione nasce dalla lotta all'ignoranza.

L'ignoranza è la convinzione dell'esistenza delle cose di per se, senza alcun collegamento con il resto.

Questo genera il dolore e la catena di sofferenza che riguarda tutto ciò che vive, almeno fino a quando non la si comprende fino in fondo.

Troppo spesso nella storia dell'umanità, in nome di verità assolute e di assunti per i quali solo l'aderenza a un determinato pensiero sia foriera di una qualche salvezza, si sono compiute azioni che definire malvagie è poco.

Troppo spesso mantenendo separati i ruoli (io credente, dio salvatore) attraverso una qualsiasi forma di commistione, regola o dogma, in realtà si è andati verso la deresponsabilizzazione di un *io* convinto di essere nel giusto di fronte a un dio che è giusto per definizione.

Fino a che si rimane nell' ambito dei punti di vista separati, del "questo è giusto", - "questo è sbagliato", - si avranno posizioni assolutiste che avranno da contro altare posizioni relativiste.

Questo è il mondo del bianco e del nero;
un mondo senza colori o toni di grigi.


E' il mondo delle fazioni per sempre contrapposte per l'ignoranza di chi ha ragione.

E' il mondo del partito della vita contrapposto al partito della morte.

Nell'ambito politico e sociale si deve rimanere in questo ambito?

Dicono di si.

Allora è nel relativismo che si ha una strada per combattere l'ignoranza, intesa come descritta in precedenza.

Meglio una quantità enorme di sani dubbi da affrontare e risolvere uno ad uno nel proprio cammino, che solo una unica saldissima certezza di essere nel giusto.

Perché essere la maggioranza in un qualsiasi contesto non significa potere scegliere il destino di ogni persona "a priori", per quanto riguarda i temi della libertà personale, delle convinzioni religiose e delle relative conseguenze sul piano del vivere la vita.

Soprattutto quando certi temi sono dipendenti dal proprio credo personale.

Non è una contraddizione.

Questa è una visione umana, diretta e compassionevole della vita.

Invece, in maniera totalmente trasversale, con una violenza ideologica formidabile collegata alla propria visione religiosa, politici della cosiddetta destra e di una finta sinistra cercano e cercheranno di imporre la loro unica e giusta verità.

Un esempio lo si può vedere in questi video della puntata de L'infedele, trasmissione di approfondimento de La 7, condotta da Gad Lerner, andata in onda circa quaranta minuti dopo la morte di cui tanto si è parlato.

Questo sono video da guardare per capire come questa gente creda fermamente di essere nel giusto e di fare la cosa giusta, perché la loro fede e il loro unico dio è con loro.

Buono e giusto per tutti, al di là di ogni altra opinione, credo religioso o modo di sentire la vita del momento.

Indipendentemente dal fatto che fra quei tutti ci siano credenti in altre fedi, atei o gente che semplicemente chiede compassione e rispetto per la propria sofferenza.

Perché se tutto in realtà è collegato, anche agire per aumentare la sofferenza altrui in nome di principi irrefutabili e dogmi della fede è fonte indicibile di dolore, in diretta applicazione di una forma di violenza certamente sottile e sicuramente brutale.

Chiamare fede in dio questa violenza, questo portare avanti e fare permanere sofferenza e dolore in altri, per la propria incapacità di comprendere, credo sia una aberrazione.

Forse una persona è morta di fame e di sete.

Forse una persona è morta perché è stato sospeso un trattamento terapeutico inutile, secondo la sentenza di un Tribunale che non aveva altri strumenti per rispondere alla richiesta di terminare inutili sofferenze secondo la volontà della persona stessa e della sua famiglia.

Erano diciassette anni che questa persona non aveva alcuno strumento per alimentarsi in maniera autonoma.
Cento anni fa sarebbe morta poco dopo il suo tragico incidente.


E a causa di posizioni teocratiche trasversali da parte di politici fedeli alle volontà di un Capo di Stato di un paese estero, non è mai stata approvata una legge decente sul testamento biologico.

Alcune persone hanno detto: "Dio li perdoni".

Alcuni hanno scritto: "E' stata uccisa".

Come se le continue ingerenze nella vita sociale e politica da parte di esponenti di una religione, facenti capo a un altro Stato, non fossero la principale causa dell'arretratezza culturale e giuridica del Bel Paese.

Non sono forse le posizioni derivanti da questo modo di vivere e applicare la fede da parte di una classe politica prona al dogma, che hanno impedito di avere e applicare una legge realmente "umana" anni fa?

Non è forse questo il caso appropriato per dire: "Da che pulpito viene la predica!".

Esiste la forte possibilità che, sull' onda dell' emozione, sia approvata una legge di stampo oscurantista medievale, come già fu per la Legge 40.

Forse, in caso di espressione della propria volontà di non soffrire, avvenuta solo oralmente, anche in presenza di più testimoni, basterà il fatto di essere stati battezzati ancora in fasce, a condannarci in caso di incidenti o gravi malattie,

a una esistenza da diversamente viventi?

Qualcuno potrebbe obbiettare che un modo di risolvere un tale problema esiste, qualora si ponesse in questi termini.

Cosa accadrebbe se per esprimere in maniera irrefutabile la propria volontà si fosse costretti a complicate pratiche burocratiche e ad un alto dispendio di denaro?

Quanti, in questo caso, si curerebbero delle proprie volontà in caso di un non augurabile triste destino, a fronte di un certo, dispendioso e sicuro presente?

Anche solo per scaramanzia.

Rischiamo di avere una legge farraginosa e inapplicata oppure un "mostro" che ci porterà indietro nel tempo di centinaia di anni sul piano dei diritti civili.

Non ho niente contro chi ha la fede.

Ma non credo che nessuno possa imporre i propri dogmi religiosi o politici agli altri.

Sono per la vita. E non desidero la morte forzata di qualsiasi essere umano. Non voglio allo stesso modo, fare violenza contro la volontà chiaramente espressa di altri umani, aumentandone o prolungandone la sofferenza.

Credo che questa sia una posizione necessaria dettata dalla responsabilità personale.

Ma se la legge anche in presenza di una volontà chiaramente espressa, imponesse alcuni trattamenti in maniera obbligatoria comunque?


E' il rischio che si corre ora.

Tutti.

Indipendentemente dal credo religioso.

Perché per troppi "essere nel giusto", abdicando alla propria responsabilità personale nella speranza della vita eterna, spandendo su tutti la cappa del dogma, risulta essere più importante del vivere umanamente la vita.


Per questo, sempre ed in ogni caso, ritengo che sia doveroso avere compassione.

Così è se vi pare.



11 febbraio 2009

Restaurazione e Fede




Sembra evidente che nell'ambito della Santa Romana Chiesa sia in atto un processo di restaurazione.

Le motivazioni di questo processo non mi interesserebbero direttamente, in quanto penso riguardino chi aderisce, con la fede, alla religione cattolica.

Purtroppo, per chi vive nel Bel Paese, pantomima di nazione sempre più trasversalmente teocratica sul piano politico, le conseguenze di questo processo riguardano tutti.

Coloro che non hanno il coraggio di portare avanti una gravidanza.

Coloro che sono stanchi di vivere nel dolore.

Coloro che sono in una condizione nella quale il proprio *essere* è chiuso in una gabbia senza più possibilità progressiva di interazione con il mondo esterno, e con livelli di coscienza ai limiti della completa assenza.

Coloro che non hanno avuto il tempo e la possibilità di esprimere la propria volontà sul tema della propria morte quando dotati di coscienza.

Questo processo riguarda anche coloro che hanno un' altra fede, coloro che sono atei e coloro che appartengono agli allontanati dai sacramenti come i divorziati.

Per non parlare di coloro che sono veri e propri paria, come chi è omosessuale o sacerdote sposato o con figli, ad esempio.

Tutto questo perché la classe politica del Bel Paese, è in maggioranza prona ai voleri dell'ultimo Sovrano Assoluto, capo di un paese straniero, invece che essere rappresentante laica dei votanti.

Domenica scorsa ho seguito la trasmissione 1/2 ora con l'intervista ad Hans Küng. Guardate i video che seguono:






















Penso che l'apertura al mondo di cui parla Küng in questa intervista sarebbe un gran favore ai cattolici, e renderebbe meno subornante e intrinsecamente violento l'agire della Chiesa nella società civile.

Ma non mi faccio troppe illusioni.

Qui c'è voglia di potere antico e nuove crociate.

In ogni caso se fossero vere le Profezie di Malachia, Papa Benedetto XVI sarebbe il penultimo Papa.

Prima della fine della Chiesa per come la si conosce.

Il che non necessariamente significa la fine del mondo o la fine di coloro che credono in Cristo....

o no?


Così è se vi pare.

08 febbraio 2009

Solo due parole...




Molti in questo periodo parlano di morale, etica e vita.

Molti parlano senza avere il diritto di entrare nel merito, nel contesto in cui lo fanno.

Molti parlano di una cosa ma hanno in mente ben altro.

Sinceramente ora mi sento di pronunciare solo due parole:


La prima parola è equanimità in questo senso.

Perché una corretta visione delle cose non dovrebbe prescindere dal guardare allo stesso modo ogni aspetto della realtà.

Soprattutto quando ci si riferisce a dolore, scelte e responsabilità delle quali non si ha alcuna esperienza diretta.

La seconda parola è un ossimoro in questo contesto;

silenzio

Così è se vi pare


La grande illusione...




Dalla prima lettera ai Corinzi:



Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti?

Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato!

Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede.


La scorsa settimana ho letto questa notizia.

Personalmente a me sembrerebbe più corretto che quella chiesa, ora diventata museo, rimanesse tale.

Perché?

Perché sarebbe l'unico luogo al mondo dove la grande illusione, che tanto potere ha creato e tanto dolore ha generato, basandosi sull' invenzione di un' uomo, è diventata storia: ovvero qualcosa da ricordare appartenente al passato.

Ma ovviamente così non sarà; e ancora oggi la stessa invenzione di quello stesso uomo, probabilmente un' insano di mente, fornisce strumenti di disumanità a chi vuole servirsi di quello stesso potere.

Perché serve che un museo ritorni a essere luogo di culto?

Perché la fede, come già visto nel Bel Paese, si fonda spesso sul turismo religioso e sui soldi fatti sulle spalle dei pellegrini.

Così sarà anche in una
piccola cittadina di uno Stato nel quale la principale religione è l'Islam.

Tutto in nome della Grande Paura.

Tutto in nome della Grande Illusione.


Così è se vi pare.

P.S.
foto tratta da originale di G. Giuliani/Catholic Press Photo/Periodici San Paolo, che ringrazio per l'uso.