Il Tempo passa ...


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29 aprile 2010

Quando ci vuole ci vuole...







Non che serva a qualcosa, però meglio di un litro di olio di ricino o di un dito nel ....

Così è se vi pare.


13 marzo 2010

Corsi e ricorsi storici




Ricevo da un amico e ripropongo in tutta sostanza:

"Circola da qualche settimana in rete questo scritto:
Per chi se lo fosse perso:

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo del 1945 è di Elsa Morante e si riferisce a Mussolini..."

Così è se vi pare

P.S.
Foto tratta da questo post; si ringrazia per l'uso.


12 ottobre 2009

Lei è...






Per pensare un po':

Otto e mezzo

L'Infedele

Passaparola

Tanto per capirsi su quella che è il modo di pensare, di rapportarsi, di "fare".

Per capire che solo chi (di sopra) è colluso e ricattabile può avere potere nel BelPaese.

Solo chi (di sotto) lecca adeguatamente il c..o è considerato utile e produttivo.

Per me è illuminante quanto si vede qui; il perfetto modo di organizzare una gestione del "fare":





Così è se vi pare


P.S.
Il video lo ho visto poco fa su QOOB TV su digitale terrestre; l'unica cosa buona di questa rivoluzione televisiva imposta dal solito noto...


22 giugno 2009

Gli occhi di Neda





Senza parole...

Così è se vi pare.

05 giugno 2009

e diamogli anche il Nobel




dopo avergli svenduto il BelPaese al Califfo.

Almeno a leggere il New York Times, noto quotidiano comunista, vero?

Il bello che questi si stupiscono con un bel:

Really

nel titolo di un' articolo.

Che per gli italici ignoranti medi significa:

Veramente.

E Voi genti italiche lo voterete ancora questo Califfo, che se non si fosse fatto una legge apposta ora sarebbe stato condannato per corruzione.

Lo voterete perché siete genti italiche e l'italianità vi contraddistingue.

E Lui è il simbolo dell'italianità, che è sinonimo di disonestà.

La vera principale caratteristica del BelPaese che tutti nel mondo si stupiscono di dovere constatare.

Per i pochi intrappolati qui e che sono "diversi", dove per "diversi" si intende chiaramente "onesti" non ci sarà via di scampo.

Per tutti gli altri visto che domani andrete a votare leggete gli articoli linkati qui sotto(*), per capire come la sinistra condizioni la stampa mondiale contro il Califfo che dovrebbe ricevere il Premio Nobel:

Le foto del Califfo e delle oltre odalische

Vogliamo dargli il Nobel!


Così è se vi pare.

(*)
Lo so che l'articolo del NYT è in inglese. Ma se anche fosse stato in italiano non lo avreste letto lo stesso, visto che la croce sopra al BelPaese avete già deciso di metterla....



26 maggio 2009

La cattiva influenza della parodia sui Compagni...






Il problema per me non è certo in un vecchio ricco che "approfitta" dei favori di adolescenti condiscendenti o di maggiorenni spregiudicate.

Gli uomini, soprattutto quelli di potere, difficilmente si rassegnano all'idea di morire.

Di donne che a qualsiasi età, dimostrino di avere le capacità di trarre profitto da essi, c'è ne sono sempre state.

In tutto questo nessun senso del futuro.

Solo egoismo e superbia.

Ma il vero danno per tutti non è e non sarà certo in questo.

Chi è ancora interessato al perché, può leggere



Così è se vi pare.

P.S. La foto di Sue Lyon protagonista del film Lolita di Kubrick è tratta da Pixadus.com che ringrazio per l'uso.

17 maggio 2009

C'e ne freghiamo!




A giudicare da questi articoli su Repubblica e il Corriere , presto la pagina di wikipedia dedicata agli slogan fascisti dovrà essere aggiornata.

E se il
"Me ne Frego!" di prima della guerra rimane un documento di un certo periodo storico, la matrice di quanto accade ora nel BelPaese la si può leggere nel testo del "Me ne Frego!" post bellico:

Me ne frego è il nostro motto,
me ne frego di morire,

me ne frego di Togliatti
e del sol dell'avvenire.

Se il sol dell'avvenire
è rosso di colore,
me ne frego di morire
sventolando il tricolore!

Ce ne freghiamo della galera,

camicia nera trionferà.
Se non trionfa
sarà un macello col manganello e le bombe a man!

Me ne frego!


La cosa triste è che gli appartenenti agli italici popoli sembrano proprio non essere in grado di imparare dai propri errori.

Così è se vi pare.


22 aprile 2009

diritto e rispetto




Spesso ci sono poche cose da dire.

Spesso ci sono troppe persone che parlano e impongono il loro modo di vedere le cose a tutti, per motivi ideologici, religiosi o di mera convenienza personale, solo perché si trovano nelle condizioni di farlo, fregandosene della cultura, del sentire e del vivere altrui.







Leggete, se volete, una volontà che rimarrà inascoltata, secondo una legge teocratica scritta nel nome di un dio piccolo piccolo.

Così è se vi pare.

P.S.
L'immagine elaborata è stata tratta dal blog Veritas, che ringrazio per l'uso.



25 marzo 2009

Ricordiamoci di Gomorra...




Ieri sera ho visto la trasmissione speciale di Che tempo che fa con ospite e protagonista Roberto Saviano.

Normalmente non guardo trasmissioni del genere, anche perché cerco di guardare meno TV possibile.

Serve a cercare di evitare lo squilibrio mentale e l'ulcera qui nel BelPaese, sapete?

Però sto leggendo il romanzo Gomorra.

Faccio fatica a leggerlo.

Per carità. E' molto bello e scritto benissimo.

Ma ogni pagina è un pugno nello stomaco.

Ieri sera la stessa cosa. Un ora e passa di pugni nello stomaco ascoltando Saviano parlare.

Parla di una realtà che, purtroppo, è uno degli aspetti fondamentali dell'italianità: interi territori e strutture sociali conviventi e asservite all'illegalità; con rassegnazione, spesso soprattutto con orgoglio.

Pugni nello stomaco.

Voglia di urlare che non ne vuoi sapere niente, che vuoi stare lontano da gente e persone così, che non è possibile vivere in questo modo.

Poi ti rendi conto che a parlare è un morto.

Si. Un morto che cammina.

Perché la sua condanna a morte la ha scritta lui stesso, pagina per pagina quando ha creato Gomorra.

Ci saranno vari stadi di morte: il tentativo di denigrazione, il far dimenticare tutto.

E poi arriverà un colpo di pistola.

In faccia.

E quando senti queste cose e vedi la luce nello sguardo di questo ragazzo di trenta anni

capisci cosa vuol dire essere vivi, dire basta; volere cambiare le cose.

Anche se questo per Roberto significa praticamente avere rinunciato alla vita tre anni fa.

Significa vivere con una ossessione.

Sapere che un giorno qualcuno potrebbe chiamarti per nome; sapere che quando ti girerai qualcuno ti sparerà.

In faccia.

Una vita così ha un costo così alto che nessun successo o guadagno personale può compensare il dolore allo stato puro.

La scelta di Roberto è la scelta di uno che tiene una sbarra di metallo rovente in mano.

Sa che se la farà cadere sarà la fine della sua vita; e nello stesso tempo il calore brucerà la carne e il dolore, come l'ossessione, distruggerà l'anima.

Roberto ha fatto una scelta.

Non lasciamolo solo.

Facciamo in modo che non sia mai dimenticato, denigrato o lasciato da parte.


Evitiamo che arrivi quella pallottola.

In faccia.

Mettiamo la nostra faccia!


Io mi chiamo Andrea Saviano. Il tempo di fare una foto e di
mandarla qui, dove verrà pubblicata.

La faccia di Andrea Saviano.

Perché la faccia di Roberto non debba mai trovarsi di fronte a una pallottola.

Così è se vi pare.


Siti da visitare:


P.S. La foto è presa da questo
articolo di repubblica.it che ringrazio per l'uso.

12 febbraio 2009

Il bianco e il nero




Sono state dette molte cose.

Sono state dette troppe cose.

Sono state dette troppe cose, con toni e modi privi di compassione.

La compassione, almeno da un punto di vista buddhista, è un sentimento, una pulsione verso il bene altrui, generato dalla consapevolezza dell'intrinseca vacuità di ogni cosa nell'universo.

Tutto è parte di un unico processo indistinto i cui aspetti sono solo riflessi o manifestazioni non scollegate.

La compassione nasce quindi dalla comprensione e la comprensione nasce dalla lotta all'ignoranza.

L'ignoranza è la convinzione dell'esistenza delle cose di per se, senza alcun collegamento con il resto.

Questo genera il dolore e la catena di sofferenza che riguarda tutto ciò che vive, almeno fino a quando non la si comprende fino in fondo.

Troppo spesso nella storia dell'umanità, in nome di verità assolute e di assunti per i quali solo l'aderenza a un determinato pensiero sia foriera di una qualche salvezza, si sono compiute azioni che definire malvagie è poco.

Troppo spesso mantenendo separati i ruoli (io credente, dio salvatore) attraverso una qualsiasi forma di commistione, regola o dogma, in realtà si è andati verso la deresponsabilizzazione di un *io* convinto di essere nel giusto di fronte a un dio che è giusto per definizione.

Fino a che si rimane nell' ambito dei punti di vista separati, del "questo è giusto", - "questo è sbagliato", - si avranno posizioni assolutiste che avranno da contro altare posizioni relativiste.

Questo è il mondo del bianco e del nero;
un mondo senza colori o toni di grigi.


E' il mondo delle fazioni per sempre contrapposte per l'ignoranza di chi ha ragione.

E' il mondo del partito della vita contrapposto al partito della morte.

Nell'ambito politico e sociale si deve rimanere in questo ambito?

Dicono di si.

Allora è nel relativismo che si ha una strada per combattere l'ignoranza, intesa come descritta in precedenza.

Meglio una quantità enorme di sani dubbi da affrontare e risolvere uno ad uno nel proprio cammino, che solo una unica saldissima certezza di essere nel giusto.

Perché essere la maggioranza in un qualsiasi contesto non significa potere scegliere il destino di ogni persona "a priori", per quanto riguarda i temi della libertà personale, delle convinzioni religiose e delle relative conseguenze sul piano del vivere la vita.

Soprattutto quando certi temi sono dipendenti dal proprio credo personale.

Non è una contraddizione.

Questa è una visione umana, diretta e compassionevole della vita.

Invece, in maniera totalmente trasversale, con una violenza ideologica formidabile collegata alla propria visione religiosa, politici della cosiddetta destra e di una finta sinistra cercano e cercheranno di imporre la loro unica e giusta verità.

Un esempio lo si può vedere in questi video della puntata de L'infedele, trasmissione di approfondimento de La 7, condotta da Gad Lerner, andata in onda circa quaranta minuti dopo la morte di cui tanto si è parlato.

Questo sono video da guardare per capire come questa gente creda fermamente di essere nel giusto e di fare la cosa giusta, perché la loro fede e il loro unico dio è con loro.

Buono e giusto per tutti, al di là di ogni altra opinione, credo religioso o modo di sentire la vita del momento.

Indipendentemente dal fatto che fra quei tutti ci siano credenti in altre fedi, atei o gente che semplicemente chiede compassione e rispetto per la propria sofferenza.

Perché se tutto in realtà è collegato, anche agire per aumentare la sofferenza altrui in nome di principi irrefutabili e dogmi della fede è fonte indicibile di dolore, in diretta applicazione di una forma di violenza certamente sottile e sicuramente brutale.

Chiamare fede in dio questa violenza, questo portare avanti e fare permanere sofferenza e dolore in altri, per la propria incapacità di comprendere, credo sia una aberrazione.

Forse una persona è morta di fame e di sete.

Forse una persona è morta perché è stato sospeso un trattamento terapeutico inutile, secondo la sentenza di un Tribunale che non aveva altri strumenti per rispondere alla richiesta di terminare inutili sofferenze secondo la volontà della persona stessa e della sua famiglia.

Erano diciassette anni che questa persona non aveva alcuno strumento per alimentarsi in maniera autonoma.
Cento anni fa sarebbe morta poco dopo il suo tragico incidente.


E a causa di posizioni teocratiche trasversali da parte di politici fedeli alle volontà di un Capo di Stato di un paese estero, non è mai stata approvata una legge decente sul testamento biologico.

Alcune persone hanno detto: "Dio li perdoni".

Alcuni hanno scritto: "E' stata uccisa".

Come se le continue ingerenze nella vita sociale e politica da parte di esponenti di una religione, facenti capo a un altro Stato, non fossero la principale causa dell'arretratezza culturale e giuridica del Bel Paese.

Non sono forse le posizioni derivanti da questo modo di vivere e applicare la fede da parte di una classe politica prona al dogma, che hanno impedito di avere e applicare una legge realmente "umana" anni fa?

Non è forse questo il caso appropriato per dire: "Da che pulpito viene la predica!".

Esiste la forte possibilità che, sull' onda dell' emozione, sia approvata una legge di stampo oscurantista medievale, come già fu per la Legge 40.

Forse, in caso di espressione della propria volontà di non soffrire, avvenuta solo oralmente, anche in presenza di più testimoni, basterà il fatto di essere stati battezzati ancora in fasce, a condannarci in caso di incidenti o gravi malattie,

a una esistenza da diversamente viventi?

Qualcuno potrebbe obbiettare che un modo di risolvere un tale problema esiste, qualora si ponesse in questi termini.

Cosa accadrebbe se per esprimere in maniera irrefutabile la propria volontà si fosse costretti a complicate pratiche burocratiche e ad un alto dispendio di denaro?

Quanti, in questo caso, si curerebbero delle proprie volontà in caso di un non augurabile triste destino, a fronte di un certo, dispendioso e sicuro presente?

Anche solo per scaramanzia.

Rischiamo di avere una legge farraginosa e inapplicata oppure un "mostro" che ci porterà indietro nel tempo di centinaia di anni sul piano dei diritti civili.

Non ho niente contro chi ha la fede.

Ma non credo che nessuno possa imporre i propri dogmi religiosi o politici agli altri.

Sono per la vita. E non desidero la morte forzata di qualsiasi essere umano. Non voglio allo stesso modo, fare violenza contro la volontà chiaramente espressa di altri umani, aumentandone o prolungandone la sofferenza.

Credo che questa sia una posizione necessaria dettata dalla responsabilità personale.

Ma se la legge anche in presenza di una volontà chiaramente espressa, imponesse alcuni trattamenti in maniera obbligatoria comunque?


E' il rischio che si corre ora.

Tutti.

Indipendentemente dal credo religioso.

Perché per troppi "essere nel giusto", abdicando alla propria responsabilità personale nella speranza della vita eterna, spandendo su tutti la cappa del dogma, risulta essere più importante del vivere umanamente la vita.


Per questo, sempre ed in ogni caso, ritengo che sia doveroso avere compassione.

Così è se vi pare.



10 febbraio 2009

Riflessioni...




La scorsa settimana mi è capitato di leggere questo articolo sulle dichiarazioni dell'ambasciatore USA Ronald Spogli, in partenza dopo la fine del mandato di W.

Parole schiette, anzi decisamente dure, ma con un filo di speranza per il Bel Paese. Ammesso di riuscire a cambiare il Bel Paese:

Mattone dopo mattone, testa dopo testa...



Ho letto questo articolo di Maggiani; un mix di rassegnazione e speranza nel futuro.

Un articolo da leggere se si ha il desiderio di essere responsabili umanamente e laicamente della propria e altrui esistenza.


Ho visto domenica sera la puntata dedicata alla scuola della trasmissione Presadiretta.

Al di là della disorganizzazione e dello spreco presente nel Bel Paese, è sconfortante vedere di quanto
altri paesi ci battano nell'investire sul futuro.

Ho letto di una ennesima retromarcia. E non commento.

Il mondo reagisce alla crisi e affronta il futuro investendo denaro nell'istruzione, nelle possibilità date ai giovani, nel superamento effettivo di quanto è "vecchio modo di amministrare" e "vedere" la crescita.


Il contrario di quello che
loro stanno facendo.

Intanto è interessante notare che in un paese confinante, i cittadini hanno aperto al lavoro straniero con un referendum nonostante la crisi.

E' altrettanto interessante notare che in un cantone di lingua italiana il voto è stato contrario.

Secondo me, o sono culturalmente conniventi con i padani, oppure temono l'immigrazione di massa dal Bel Paese quando la barca affonderà...

Così è se vi pare

06 febbraio 2009

Il governo della paura


Bene, bene.

Finalmente ci stiamo arrivando.

Finalmente i disegni *reali* di questa gente stanno venendo alla luce.

Non parlo tanto di quanto potete leggere in questo articolo della Repubblica, o in questo pezzo del Corriere, in merito alla delazione da parte dei medici di immigrati irregolari malati che cerchino cure mediche.

Quando avremo epidemie di tubercolosi, meningite e altre malattie del genere non puntiamo l'indice contro gli immigrati irregolari.

La colpa della diffusione di malattie infettive nel territorio del Bel Paese sarà di chi, instillando la paura del controllo, della delazione e della conseguente espulsione, farà si che chi non ha permesso di soggiorno non si curi e giri per le strade anche se malato, magari di qualche patologia infettiva.


I rappresentanti della gente *padana* hanno dato il via a un meccanismo molto simile a qualcosa che accadde molti anni fa in un' altro paese.

Qualcosa che si manifestò in una tremenda notte; ma che era nato molto prima.

Già mi sembra di sentire le voci di quelli che, leggendo queste righe, mi apostroferanno di catastrofismo e di eccessivo buonismo.

Non mi interessa.

Ho già parlato in maniera esaustiva dell'apertura mentale della gente *padana* in un precedente post.
Certo non posso negare che questa è gente con solide e antiche tradizioni.

Tradizioni che mantengono senza soluzione di continuità, o forse si dovrebbe dire evoluzione, dall' età della pietra.

Lo dicono loro stessi:


L'ascia padano-celto-ligure
Link per chi proprio non potesse fare a meno di saperne di più

quindi potendo desumere tranquillamente il sano carattere troglodita della gente padana, non voglio dimenticare come la forte matrice religiosa tradizionalmente cristiana pervada il loro modo di vivere, come si può ben comprendere da questo video:





I rappresentanti politici della gente *padana* sono però in pieno accordo con tutti gli altri che formano questo Governo della Paura.

Questa definizione mi è venuta spontanea dopo avere visto Antonio Albanese impersonare un personaggio che rappresenta bene lo spirito di uomini di governo di questo tipo:
il Ministro della Paura.

E' necessario che le persone abbiano paura.

E' necessario che la gente sappia solo quello che loro vogliono che sia conosciuto.

E' necessario che le persone, in nome della paura, si fidino di chi sarà cattivo e determinato contro il male.

Il male è tutto ciò che è diverso e che loro non riescono a capire. Ed è necessario che sia così.

I diversi, secondo loro, sono gli immigrati, poco importa se regolari o meno, i gay, le lesbiche, i transessuali.

Ma anche i comunisti,ammesso che esistano ancora, i lavoratori statali che sono tutti fannulloni, i mussulmani, gli atei e, naturalmente, i terroni.

Loro hanno appena istituito il registro dei senza fissa dimora.

Per aiutare chi è più sfortunato?

No. Perché è necessario controllare e sorvegliare, chi è diverso.

Perché non è concepibile vivere per strada senza lavurar..

E, detta tutta come è queste persone sporche, puzzolenti, che chiedono l'elemosina, rovinano l'immagine delle cittadine, allontanano i clienti dalle botteghe di proprietà di stimati cittadini che evadono le tasse e costituiscono uno spettacolo indecoroso e inaccettabile.


Inaccettabile per chi sia un vero padano. Ma anche per chi sia un fiero camerata della prima ora, fedele all' amata Patria.

Inaccettabile per chi da imprenditore voglia privatizzare gli utili, statalizzare le perdite e sfruttare al meglio la manodopera.


E' necessario che il pensiero sia unico.

E' necessario che le persone non pensino, siano contente di avere quattro telefonini, un mutuo che non riescono a pagare, un lavoro precario.

E' necessario che le persone si sfondino la schiena di lavoro, senza diritti, senza tutele per quei pochi soldi che *devono* assolutamente investire in altri debiti per mantenere lo stile di vita consono all' italianità che deve contraddistinguerci.

Nel 1938 esisteva un Ministro della Paura. Anche se all' epoca si chiamava Ministro della Propaganda.

Il suo lavoro era stato, per anni, la propaganda destinata a creare il pensiero unico, necessario per certificare la superiorità della propria razza, distruggendo la cultura proveniente dalle cosiddette razze inferiori.

La storia ha dimostrato che fece il suo lavoro in maniera efficiente.

Molto efficiente.

Pensateci ogni volta che accendete il televisore o leggete un giornale.

Pensateci ogni volta che vogliono convincervi che il Vostro problema fondamentale è la sicurezza.

Pensateci.

Almeno fino a quando loro ve lo permetteranno.

Così è se vi pare.

03 febbraio 2009

Perché non possiamo essere *Italiani*...




e meno che mai padani...

Perché?

Perché un solo popolo italiano unito, abitante i confini di quella che dovrebbe essere la Nazione italiana non esiste.

Le uniche cose comuni, in media, alle genti che popolano il Bel Paese sono l'inciviltà manifestata ad ogni livello e il disinteresse per il bene comune al di fuori del proprio clan, che sia famiglia, quartiere, squadra di soccer o chiesa poco importa.

L'unica cosa che ogni tanto unisce queste genti è la performance, di solito scadente, della Nazionale dello sport più noioso al mondo.

Fra le varie genti, mediamente con un alto grado di inciviltà, che popolano il Bel Paese, spiccano certamente i *padani*, mitici abitanti della Padania, territorio che si vuole presto indipendentemente dalla schiavitù imposta dalla città ladrona, capitale del Bel Paese.

I padani e i loro rappresentanti politici spiccano indubbiamente per il loro attivismo, la cultura, il linguaggio e lo spirito di auto determinazione.

Non ci credete?

Guardatevi questo bel video allora:






Indubbiamente il fatto di fare parte della maggioranza del Governo centrale in quella città tanto detestata potrebbe essere vista come una incoerenza.
Invece no!
Così essi portano i loro valori a tutti:



"La sicurezza non è un'emergenza. Dove esiste un'emergenza è sull'immigrazione clandestina"

"Siamo stati accusati, il mio partito in particolare, di fare discorsi da osterie padane. Queste accuse sono arrivate dai buonisti di turno, ma io penso che per contrastare l'immigrazione clandestina e tutto il male che porta non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati e affermare il rigore della legge"




Certo, che se poi in quel governo riescano a fare gli interessi della gente padana è cosa forse discutibile, almeno a giudicare dalla pessima figura che fa uno di quelli importanti adesso, in questo video:






La mia personale impressione è che il personaggio in questione avesse controllato in maniera troppo solerte la qualità di una bevanda della sua terra, prima dell'incontro.

Ma anche se non lo avesse fatto rimane evidente che questi personaggi si sono fatti fregare nel difendere gli interessi del loro territorio.

Quello che è importante è dare l'idea di saldezza, di unione, di difesa della propria terra contro il nemico straniero.









"Hanno ragione gli operai inglesi a scioperare contro gli italiani, è solo questione di tempo e poi accadrà anche in Veneto."

"Non possiamo aprire le frontiere se non viene garantito lavoro ai nostri."




Che dire?

Un esempio perfetto di (in)coerenza, no?

A meno di non volere considerare le

sanguisughe puzzolenti(*)

italiane dal punto di vista dei *padani*: ovvero degli sporchi scansafatiche del sud, appartenenti alle genti più odiate dai nordici padani, dopo i cittadini della Capitale ladrona ovviamente.

Credo di averne scritto abbastanza per oggi; abbastanza da farmi venire la nausea.

Se leggete questo post e siete in disaccordo completo con quanto scrivo, complimenti!

Siete sicuramente dei fieri condottieri padani.


Così è se vi pare


(*) Un giornale inglese apostrofava in questo modo gli operai italiani qualche giorno fa.

P.S.
L'immagine è il simbolo del partito politico che identifica le genti padane.


18 gennaio 2009

W




Domani sera su La 7 in esclusiva potremo vedere W, film di Oliver Stone sulla vita di George W. Bush, l'uomo che negli ultimi otto anni ha fatto fare grandi balzi (indietro) all'umanità.






Da guardare per chiedersi come tutti noi possiamo così spesso essere degli idioti completi. Così tanto idioti da permettere che il potere possa essere nelle mani di gente del genere per anni.

Da guardare per riflettere sul perché mentre l'America va avanti, il Bel Paese naviga a vele spiegate verso la catastrofe... almeno a giudicare dalle scelte che l'amicone del W impone al Paese dei cachi.

Così è se vi pare.

P.S.
L'immagine è presa da questo post del blog.screenweek.it, che ringrazio sentitamente.

14 gennaio 2009

Panta Rei...




Un nuovo anno è iniziato.

Con gli stessi problemi di sempre.

Non che abbia molta voglia di scrivere.

Però ho letto questo post di Chiara.

Pensare che ci siano dei militari che si rifiutino di obbedire a chi gli chiede di sparare ai civili è una cosa che porta un minimo di speranza no?

Andate sul sito di questa gente, leggete le loro motivazioni e firmate la petizione in loro sostegno.

Così è se vi pare.

10 dicembre 2008

Le vicissitudini di Joe Lametta





Per chi alcuni anni fa leggeva e partecipava a un certo modo di vivere la sfera digitale, il nome del protagonista nel titolo del blog non era sconosciuto.

Forse in questo periodo di recessione economica sarebbe più saggio pensare al lavoro e a non perderlo.

Pochi comprendono che la dimensione digitale non è aliena al mondo reale, ma sempre di più è fonte di possibile nuovi guadagni, ma anche di modi di studiare, lavorare e produrre più efficienti.

Però si può lavorare in tanti modi. Si può lavorare anche come schiavi.

E il controllo sociale, anteprima delle dittature di fatto, spesso si traduce nell'esperienza di una democrazia "forte", audace eufemismo per una dittatura in divenire, ma ancora formalmente nascosta.

Per questo ricordarsi dei propri diritti e della propria libertà anche nel mondo digitale è importante.

Soprattutto in un Paese nel quale l'unico accordo bipartisan si raggiunge quando si cerca di fare stare zitto il semplice cittadino...

Per avere ancora diritto di parlare.

Almeno per ora.

Almeno fino a quando dura.

Per spiegarvi come siamo messi non trovo parole migliori di quelle della sceneggiatura che si può leggere in questo bel post.

Così è se vi pare.

30 ottobre 2008

Il Paese che dovrebbe essere senza parole...





Ne avevo parlato l'ultima volta in questo post.

Evidentemente la grande lezione è stata ascoltata.

Tristezza.

Ed è solo l'inizio...

Così è se vi pare.

P.S.

Per chi dovesse pensare che sono sempre i soliti comunisti guardare anche


potrebbe essere utile per un risveglio della coscienza...soprattutto per chi ha votato in un certo modo.

P.P.S.
La fonte dei video è il blog di Beppe Grillo; leggete quello che scrive in questo post.

23 ottobre 2008

Il Paese delle parole




Mi stupisco come in questo BelPaese si utilizzino con stile le parole.

Parole dette.

Parole non dette.

Parole che non sono mai state dette.

Parole che non avrebbero dovuto essere dette.

Ecco un elenco di parole dette in questi giorni che mi hanno fatto riflettere; mettetele insieme come volete. Credo che il succo del discorso non cambi, ne cambierà mai...

naviganti


non permetteremo l'occupazione di luoghi pubblici

applicazione della libertà


violenza

non l'ho mai detto


non l'ho nemmeno pensato

decidere da che parte stare


non spetta pronunciarsi

lasciare perdere gli studenti dei licei

se un ragazzino rimanesse ucciso

lasciarli fare


infiltrare


agenti provocatori


mettano a ferro e fuoco

il suono delle sirene delle autoambulanze


non dovrebbero avere pietà

mandarli tutti in ospedale


ma picchiarli e picchiare


balle

questa è la ricetta democratica

spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio.

Così è se vi pare


08 settembre 2008

L'insostenibile leggerezza della legge...







E' parecchio che provo difficoltà nello scrivere qui.

Perché?

Perché dovrei parlare troppo spesso delle cose che accadono e che mi riempono di sconcerto e desolazione.

Poi, forse anche per via delle riflessioni che accompagnano l'approssimarsi del confine degli *anta*, sono molto malinconico.

Oggi è l'8 settembre.

Sfido chiunque a chiedere ai ragazzi sotto i venti anni che cosa rappresenta questa data.

E così vista l'ignoranza media che si vuole ancora sostanziare distruggendo la base dell'istruzione pubblica a tutti i livelli dalla scuola elementare all'università, si inizia a riscrivere la storia.

Basta leggere questi due articoli (Repubblica - Corriere) senza andare a cercare troppe altre fonti, per capire il cuore del mio disgusto di oggi.

Il Bel Paese é ricco di reati praticati alla luce del sole, solo perché spesso grazie alle leggi ad personam reati non sono più, o, meglio ancora, perché i delinquenti che *sono e hanno* il potere possiedono anche l'arroganza di farsi vedere in tutta la potenza grazie alla filosofia dei *furbi* che fregano tutti gli altri.

In un paese che avrebbe bisogno di una reale pulizia morale e invece riceve solo incitamenti alla pulizia politico religiosa, di cui francamente non c'è alcun bisogno, è facile scordarsi che esiste ancora il reato di


Non sono un' avvocato. Ma che passi quasi sotto silenzio l'evidenza per la quale, sia il Sindaco della Capitale del Bel Paese, che il Ministro della Difesa, potrebbero anche essere denunciati per avere commesso questo reato con quanto hanno dichiarato, mi lascia senza parole.

Signore e Signori cari, popolanti le aree del Bel Paese.

E' finita.

Quando si riesce a far passare come giusto quanto fatto da una Dittatura e dal suo disgraziato prosieguo post armistizio dopo la caduta, è finita.

Quando si riesce a far passare come giusto quanto fatto da una Dittatura che ha partecipato con la vergogna delle leggi razziali alla follia nazista, senza che nessuno dica niente, senza che la maggioranza delle persone appartenenti alla società civile non si indigni, è finita.

Forse perché nel Bel Paese non c'è una società civile... è finita.

Tenetevi la Terra dei cachi per come la volete:

Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi; tanta voglia di ricominciare abusiva.

Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate; il visagista delle dive e' truccatissimo.

Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul visto:
Italia si' Italia no Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di si' puoi dir di no, ma questa e' la vita.
Prepariamoci un caffe' , non rechiamoci al caffe' : c'e' un commando che ci aspetta per assassinarci un po'.
Commando si' commando no, commando omicida.
Commando pam commando papapapapam, ma se c'e' la partita
il commando non ci sta e allo stadio se ne va,
sventolando il bandierone non piu' sangue scorrera' ;
infetto si' ? Infetto no? Quintali di plasma.
Primario si' primario dai , primario fantasma ,
io fantasma non saro' e al tuo plasma dico no.
Se dimentichi le pinze fischiettando ti diro'
"fi fi fi fi fi fi fi fi ti devo una pinza,
fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l ' ho nella panza".

Viva il crogiuolo di pinze. Viva il crogiuolo di panze.
Quanti problemi irrisolti ma un cuore grande cosi'.
Italia si' Italia no Italia gnamme, se famo du spaghi.
Italia sob Italia prot, la terra dei cachi.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo;
un totale di due pizze e l'Italia e' questa qua.

Fufafifi' fufafifi' Italia evviva. Italia perfetta, perepepe' nanananai. Una pizza in compagnia, una pizza da solo: in totale molto pizzo, ma l ' Italia non ci sta. Italia si' Italia no, Italia si'

ue' , Italia no ,ue' ue' ue' ue' ue'.

Perche' la terra dei cachi e' la terra dei cachi. No.



A me non interessa più.

Così è se vi pare.