Il Tempo passa ...


Visualizzazione post con etichetta Myanmar. Mostra tutti i post
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04 ottobre 2007

1081081081234






Questa foto è stata scattata in Myanmar e postata alla BBC News Asia-Pacifico. Di seguito il commento dell'autore, che ringrazio:
After shots were fired at Sule Pagoda, the crowd re-gathered and a small group of monks moved to the front. All the civilians knelt and said prayers while soldiers pointed guns.


Ho letto sul blog Web 2.0 and something else di un modo per protestare per quanto sta accadendo in Myanmar.

E' sufficiente seguire le istruzioni indicate in questo post del blog novaspivak.

Non che io creda serva veramente a qualcosa. In ogni caso effettuando una ricerca su google con il numero 1081081081234 sarà possibile vedere quanti bloggers hanno aderito alla protesta.

Qui di seguito la copia del post:

September 27, 2007
Help the People of Burma -- Post this Meme on Your Blog!

Note: This is a new kind of online protest that uses blogs to spread a petition globally.
To participate, just add your blog by following the instructions in this blog post.

This not an issue of partisan politics, this is an issue of basic human rights and democracy. Please help to prevent a human tragedy in Burma by adding your blog and asking others to do the same.

By passing this meme on through the blogosphere hopefully we can generate more awareness and avert a serious tragedy. As concerned world-citizens this something we bloggers can do to help.

How to participate:

1. Copy this entire post to your blog, including this special number: 1081081081234

2. After a few days, you can search Google for the number 1081081081234 to find all blogs that are participating in this protest and petition.
Note: Google indexes blogs at different rates, so it could take longer for your blog to show up in the results.
Also note -- if you want an accurate count of the number of blogs that joined this petition, make sure you scroll to the bottom of the Google results and click to view results that were omitted because they were similar.

3. If you know how to add tags to your blog posts, add the Technorati tag 1081081081234 to your post as well. This will make your post findable sooner in Technorati.

THE SITUATION IN BURMA AND WHY IT MATTERS TO ALL OF US

There is no press freedom in Burma and the government has started turning off the Internet and other means of communication, so it is difficult to get news out.
Individuals on the ground have been sending their day-by-day reports to the BBC, and they are heartbreaking.
I encourage you to read these accounts to see for yourself what is really going on in Burma. Please include this link in your own blog post.

The situation in Burma is increasingly dangerous. Hundreds of thousands of unarmed peaceful protesters, including monks and nuns, are risking their lives to march for democracy against an unpopular but well-armed military dictatorship that will stop at nothing to continue its repressive rule.
While the generals in power and their families are literally dripping in gold and diamonds, the people of Burma are impoverished, deprived of basic human rights, cut off from the rest of the world, and increasingly under threat of violence.

This week the people of Burma have risen up collectively in the largest public demonstrations against the ruling Junta in decades.
It's an amazing show of bravery, decency, and democracy in action. But although these protests are peaceful, the military rulers are starting to crack down with violence.
Already there have been at least several reported deaths, and hundreds of critical injuries from soldiers beating unarmed civilians to the point of death.

The actual fatalities and injuries are probably far worse, but the only news we have is coming from individuals who are sneaking reports past the authorities.
Unfortunately it looks like a large-scale blood-bath may ensue -- and the victims will be mostly women, children, the elderly and unarmed monks and nuns.

Contrary to what the Burmese, Chinese and Russian governments have stated, this is not merely a local internal political issue, it is an issue of global importance and it affects the global community.
As concerned citizens, we cannot allow any government anywhere in the world to use its military to attack and kill peacefully demonstrating, unarmed citizens.

In this modern day and age violence against unarmed civilians is unacceptable and if it is allowed to happen, without serious consequences for the perpetrators, it creates a precedent for it to happen again somewhere else.
If we want a more peaceful world, it is up to each of us to make a personal stand on these fundamental issues whenever they arise.

Please join me in calling on the Burmese government to negotiate peacefully with its citizens, and on China to intervene to prevent further violence.
And please help to raise awareness of the developing situation in Burma so that hopefully we can avert a large-scale human disaster there.


P.S.
Visto che nel post copiato si faceva riferimento alla creazione di un tag Technorati 1081081081234 dopo una repentina googlata ho immesso questo.

Technorati Technorati tags: Technorati Technorati tags:
Technorati Technorati tags:

Il codice è stato prodotto da Turbo Tagger.

Ho trovato come fare leggendo questo post di Simply My Blog e l'indicazione di un paio di generatori di codice in questo post di Dario Salvelli che ringrazio.

02 ottobre 2007

La vita di un gatto in gabbia





Quando torno a casa stanco alla sera, dopo una giornata di lavoro e altre cose, mi capita di percepire la vita come qualcosa di sempre più chiuso e soffocante.

La sensazione che non ci sia mai abbastanza tempo per fare le cose.

Come se ci si dovesse accontentare di vivere in una gabbia, come un gattino in attesa che qualcuno lo prenda e lo porti in un posto migliore.

Certo la gabbia è anche sicurezza. Hai sempre anche un modo per giocare e passare il tempo.
Come un gattino fa con le campanelline appese nella gabbia.

Le nostre campanelle sono i computer, le auto, i giochi, i cazzilli tecnologici, dall'Ipod al navigatoreGPS.

La gabbia è anche una metafora del vivere. Siamo tante piccole gabbie con tanti gattini, separati, perché hanno paura di stare insieme.

La nostra incapacità di vivere, credo sia la cosa che mi spaventa di più.

Ogni tanto ho la percezione che non ci sono ansia, dolore, incomunicabilità, stress o sofferenza.

Queste sono solo la gabbia.

La gabbia in parte dipende da ciò che abbiamo intorno.

Ma soprattutto è frutto della nostra incapacità di vedere, sentire, vivere.

Penso ai monaci che vengono massacrati in questi giorni in Myanmar.

Gente che ha scelto di vivere un certo tipo di vita.

Che pacificamente è scesa per strada per protestare contro l'aumento del prezzo del cibo.

Gente che viene torturata e uccisa, assieme alla popolazione civile. Profughi che fuggono dal loro paese.

Morte di un monaco

Penso a noi nelle nostre piccole lussuose gabbie.

Non credo che cambi nulla.

Le cose seguiranno il loro corso come sempre.

Ma ogni giorno, almeno un pensiero, per questa gente che muore, forse aiuterà loro.

Forse aiuterà noi a capire che la gabbia non esiste.


Spero che la mia scelta di pubblicare la drammatica foto della morte di un monaco non sia criticata..

Quando ho preso il giornale gratuito City (dalla quale la ho riprodotta e che ringrazio) stamattina e ho visto in prima pagina questa immagine sono rimasto turbato.

Nessuno sembra rendersi conto dell'immensità della tragedia in Myanmar, e non credo sia giusto non fare vedere le cose per come stanno succedendo.

Anche se probabilmente tutto andrà avanti così, con i massacri e quanto altro...

Buon tutto.

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29 settembre 2007

Qualcosa di rosso...


Ieri ho indossato volentieri una maglia rossa, raccogliendo l'invito a partecipare di cui si parla in questo articolo di Punto Informatico.
Un articolo del giorno precedente aveva sottolineato l'importanza di Internet nella diffusione delle informazioni sulla situazione reale del paese asiatico.
Rete Internet come veicolo di libertà delle persone, attraverso la libertà e la pluralità di informazioni.

Internet che è stata censurata dal governo, riaperta per un paio di ore su web, limitatamente ai siti locali e aperta per la posta elettronica al mondo intero.
Per poi essere chiusa nuovamente, secondo questo articolo della Repubblica.

Spero solo che non sia stato un trucco per tracciare ed arrivare ad individuare coloro che mandano informazioni all'Estero allo scopo di arrestarli.

Con buona pace dei politici italiani che parlano di come sia utile censurare la rete e della corrente di pensiero che vuole essere illegittimi i sistemi per proteggere la propria privacy nella navigazione Internet.

Indossare qualcosa di rosso, per solidarietà con i monaci può sembrare inutile.

La notte fra il 26/9 e il 27/9 a Yangon è stato dichiarato il coprifuoco.
Per permettere il rastrellamento di centinaia di monaci che protestavano in città a causa dell'aumento dei prezzi dei beni di base.
Li hanno rinchiusi dentro uno stadio. Non si conosce la loro sorte.
Si parla di torture.

Ascoltate nel podcast di Caterpillar, trasmissione di Radio 2 Rai, che ha raccolto la testimonianza di un nostro connazionale per lavoro in Myanmar.
Puntata del 26/09/07.
Puntata del 27/09/07.

Non credo siano necessari ulteriori commenti.

Un sasso lanciato in uno stagno genera tante onde che si intersecano con mille altre, create dalla pioggia, dagli insetti, da tutto ciò che si muove nel mondo.

In attesa di un altro inutile intervento internazionale, credo sia bello e giusto dedicare un pensiero al giorno alle centinaia di vite in pericolo ora nel paese chiamato Myanmar.
Forse non è nulla. Forse è tutto.

Per questo anche oggi andrò in giro con la mia bella maglia rossa...

Ringrazio Repubblica per la foto di apertura del post, e la trasmissione Caterpillar per il podcast con la testimonianza di Italo.

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