Il Tempo passa ...


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07 marzo 2010

Caro Presidente


non mi unisco al coro di chi, anche giustamente contesta la sua decisione di firmare qualsiasi cosa le venga sottoposta, anche quando le regole davano ancora due gradi di giudizio, anche quando le regole in questo modo vengono cambiate in corso d'opera.

Non lo faccio perché voglio difenderla.

Con la sua firma Lei ha dimostrato di essere il degno Presidente degli italiani.

Ovvero un popolo di cinici sfruttatori, razzisti, evasori fiscali e sostanziali delinquenti nei fatti, a fronte di quanto essi si dichiarino democratici e liberali.

Rimanga pure al suo posto Presidente.

Sarà chi è onesto ad andare via da un paese che non è per gli onesti e le persone civili.

Così è se vi pare.

17 maggio 2009

C'e ne freghiamo!




A giudicare da questi articoli su Repubblica e il Corriere , presto la pagina di wikipedia dedicata agli slogan fascisti dovrà essere aggiornata.

E se il
"Me ne Frego!" di prima della guerra rimane un documento di un certo periodo storico, la matrice di quanto accade ora nel BelPaese la si può leggere nel testo del "Me ne Frego!" post bellico:

Me ne frego è il nostro motto,
me ne frego di morire,

me ne frego di Togliatti
e del sol dell'avvenire.

Se il sol dell'avvenire
è rosso di colore,
me ne frego di morire
sventolando il tricolore!

Ce ne freghiamo della galera,

camicia nera trionferà.
Se non trionfa
sarà un macello col manganello e le bombe a man!

Me ne frego!


La cosa triste è che gli appartenenti agli italici popoli sembrano proprio non essere in grado di imparare dai propri errori.

Così è se vi pare.


26 febbraio 2009

Il bello di essere miopi...




Citando la voce su wikipedia relativa alla miopia:

"La miopia è un'ametropia o un disturbo rifrattivo, a causa del quale i raggi luminosi non si focalizzano sulla retina ma davanti ad essa. La conseguenza pratica è che gli oggetti osservati tendono ad apparire sfocati, e la visione ottimale è limitata solo a quelli particolarmente vicini."

Ora si può parlare tranquillamente di miopia mentale.

E' la forma di miopia di chi pensa solo ai propri diretti e immediati interessi.

Relativamente alla questione sul ritorno alle centrali nucleari nel BelPaese, nonostante un referendum espressione diretta della volontà popolare, si possono leggere dei gustosi interventi su giornali e blog:

come questo intervento di Dario Fo su repubblica.it;

e questo post sul blog di Chiara.


Si tratta di opinioni e risate amare.


Per dire subito a tutti coloro che pensano al nucleare come a una buona cosa e giustificano questo con un:

"tanto le centrali ci sono appena oltre confine"

vorrei fare osservare l'immagine all' inizio di questo post.

E' presa dal sito di una scuola superiore americana che ringrazio.

La nube rosso porpora rappresenta la nube di inquinanti radioattivi il 27 aprile 1986 il giorno dopo l'incidente di Chernobyl.

Credo che basti questa immagine, e la dimensione della nube per capire che il problema di una centrale nucleare non è quanto sia vicina o meno, no?

Qualcuno potrà obbiettare che l'energia ci serve e il nucleare è l'unica soluzione economica e sicura per coprire il nostro fabbisogno energetico.

A chi la pensa così vorrei fare leggere questo articolo dove il fisico dell' Università di Firenze, Angelo Baracca da qualche informazione interessante.

Se preferite ascoltare una sua intervista telefonica diretta rilasciata a Caterpillar, andate al minuto 16 e 30 secondi di questo podcast.

In pratica la Spagna, in un solo anno con un investimento esclusivamente sull'energia eolica, è riuscita ad ottenere la stessa energia che, forse, fra venti anni due centrali nucleari faranno nel BelPaese.

Senza avere i costi di gestione, smaltimento e carburante richiesti dal nucleare.

Si scopre così che si può fare ben altro quindi, molto prima e con minore impatto ambientale.

Almeno si può fare uno studio di fattibilità attendibile prima di costruire qualcosa che la gente non ha espressamente voluto anni fa.

Ma allora perché farlo?

Perché la miopia mentale permette di vedere molto bene vicino, di manovrare perfettamente in mezzo a interessi economici e politici trasversali in Europa.

Lui salva il Francese dall'imbarazzante costo di una tecnologia fallimentare; domani il Francese non dirà nulla quando il Bel Paese sarà in ginocchio e chiederà pietà all'Europa.

Forse.

E forse arriverà anche il russo a dare una mano al tutto.

Ma credo che alla fine l'unico veramente miope sia Lui.

Perché il francese in fondo con questa manovra si ripaga i soldi mancati; e a breve si metterà a fare l'ecologista all'americana come tutti gli altri in Europa.

Lui impiccato da un debito di miliardi di euro potrà vedersi le porte sbattute in faccia comunque.

Ed in ogni caso non che il suo portafoglio o il limitato futuro che ha di fronte lo preoccupino.

Sarebbe lo schiaffo a dargli fastidio.

In ogni caso come diceva ieri sera il Ministro Bond dell'economia italiana, in una nota trasmissione schierata, il problema è che in un periodo di crisi globale che si basa sulla mancanza di fiducia è sbagliato parlare troppo e male di certe cose...

Giusto.

Il silenzio è meglio di tutto.

Sperando che non capitino di nuovo tragedie come questa:



Il bello di essere miopi sta proprio in questo; puoi permetterti di fregartene del futuro...

degli altri.

Così è se vi pare.

P.S.
L'immagine del ragazzo è presa dal sito di Mathew Ingram; thank you for use of this picture!


25 giugno 2008

Ci vuole un fiore - uno






Sembra che le cose nel Bel Paese non vadano troppo bene dal punto di vista economico.

Qualcuno pensa agli interessi di tutti.

Qualcun' altro pensa al bene dei bambini con una apprensione che sembra già vista.

Sento già qualcuno dire che non è il caso di esagerare; che bisogna lasciare fare per vedere i buoni risultati...

Per chi non ha memoria, ricordo che la crescita e il benessere passano per il giusto impegno in ogni ambito dell'umana esperienza.

Proprio come in natura un fiore cresce se bene illuminato, giustamente innaffiato e curato.

Le cose di ogni giorno raccontano segreti
a chi le sa guardare ed ascoltare.

Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l'albero
per fare l'albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole un fiore
ci vuole un fiore, ci vuole un fiore,
per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re.

Per fare un fiore ci vuole un ramo
per fare il ramo ci vuole l'albero
per fare l'albero ci vuole il bosco
per fare il bosco ci vuole il monte
per fare il monte ci vuol la terra
per far la terra vi Vuole un fiore
per fare tutto ci vuole un fiore

Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l'albero
per fare l'albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole il fiore
ci vuole il fiore, ci vuole il fiore,
per fare tutto ci vuole un fio-o-re.

e per chi pensa solo al proprio giusto interesse, per chi non ha memoria, per chi è in grado solo di cogliere qui, ora e subito i fiori e i frutti del lavoro degli altri...

continuate così senza porvi problemi, fino il momento nel quale raccoglierete il frutto *reale* dei Vostri sforzi.

Così è se vi pare.

P.S. Forse la canzone di Sergio Endrigo è solo una favoletta per bambini; ma come tutte le favole ha una sua morale. Da riscoprire o da dimenticare per sempre.


24 giugno 2008

Il sorpasso...




Momento di riflessione dedicato a tutti quelli che ritengono una


la sconfitta della




Il problema è un 4 a 2 ai rigori
o
un 107 a 101 nel PIL pro capite?


Per non parlare di quanti altri paesi in Europa stanno meglio rispetto al Bel paese.


Dimenticavo.

La maggior parte degli individui che costituiscono i *popoli* occupanti i territori del Bel Paese, non hanno memoria e per quanto riguarda la capacità di riflessione...

è limitata a quanto conviene fare ora per fregare il prossimo presto e bene.

Non si può rubare sempre, senza pensare di incorrere in conseguenze.

Così è se vi pare.

P.S. Si ringrazia wikipedia per la foto dal film il sorpasso


17 giugno 2008

I simboli dell'Italia...




Alle 4.00 del mattino pioveva intensamente. Ha continuato fino alle 5.30 circa.

Una pioggia forte, battente, irruenta.

Alle 6.00, come al solito ho acceso la radio sull'unica emittente che mi va di ascoltare.

A testimonianza del fatto che vivo nel Bel Paese, il conduttore della trasmissione parla al mattino presto della


e di un calciatore considerato una testa calda.

Pare che un giornale, credo e spero solo sportivo, sostenga una posizione di irrefutabile condanna per i destini dell'immagine del Bel Paese solo per il fatto di schierarlo dal primo minuto.

A sostegno di questa importante e indispensabile *presa di posizione* viene riportata una foto del calciatore mentre fa le corna a un arbitro durante una partita di qualche anno fa, almeno secondo il conduttore radiofonico.

Non mi interesso di giornali sportivi e non ho modo di verificare quanto ho sentito alla radio.

Una riflessione doverosa, un pensiero immediato e spontaneo o meglio un ricordo mi torna in mente.

Un ricordo di ben altre corna fatte da qualcuno molto più rappresentativo in quel momento, e in un contesto internazionalmente molto, ma molto più importante.

Non importa.

Come ho già avuto modo di scrivere, il Bel Paese è composto da popoli che hanno in comune ben poche cose a parte la


La maggiorananza degli individui costituenti questi popoli hanno preso una posizione precisa a metà aprile.

Così, nel nome della sicurezza e dei diritti dei cittadini, vengono nuovamente proclamate leggi ad personam da parte dello stesso personaggio che ha mostrato di amare il gesto delle corna come pregio e vanto nella rappresentanza nazionale.

Certo viene da chiedersi:


"la sicurezza di chi nei confronti di che cosa?"
" Il diritto di chi nei confronti di che cosa?."

Ovviamente questo non interessa agli individui che vivono della "furbizia" e del proprio egoismo; individui che evidentemente sono maggioranza nel Bel Paese e che hanno votato chi degnamente li rappresenta.

Individui che non hanno nessuna considerazione del bene comune e di quanto è necessario fare per gli altri per essere comunità e Nazione.

A questi individui basta ovviamente la vittoria della


per avere tutto il feed back necessario di Patria e senso civico nella sera della vittoria della


Salvo cercare sistematicamente di fregare il prossimo il mattino dopo

Ogni decisione, ogni scelta ha le sue conseguenze.

Mi domando se sia un caso che è da metà aprile che



Così è se vi pare.


Ringrazio wikipedia per la foto utilizzata qui.


09 giugno 2008

Tre a zero




Tre a zero. Un risultato giusto. Lungi da me cadere nella viziosa trappola del commento per la debacle della



nello
sport Nazionale per definizione appunto...

Tre a zero.


Una metafora di come vanno le cose in questo meraviglioso Bel Paese.

Un Paese nel quale i
medici di ospedali privati tagliano via il seno a una ragazzina per potere avere i soldi del rimborso. Un intervento uguale un rimborso.

Una volta gli scandali mala-qualcosa riguardavano di solito il cattivo utilizzo dei fondi pubblici.

Oggi, sempre di più, si scopre che il "privato nel Bel Paese" fonda la propria capacità imprenditoriale nella perpetuazione del reato più che nella libera concorrenza.


Dai rifiuti, alla sanità a tutto il resto.

Il perfetto sistema che
qualcuno ha avuto il coraggio di descrivere in un romanzo che è diventato un film.

Un sistema che riguarda l'intero Bel paese.

Sempre di più nella sua parte imprenditoriale privata.

Con buona pace del Presidente di Confindustria e famiglia.

Esempi tipici dei tanti mala-qualcosa con i quali i popoli abitanti il territorio di questo Bel Paese convivono.

Si i popoli.

Perché a me sembra più che evidente che il mero individualismo e la "furbizia" siano le uniche cose veramente comuni agli abitanti del Bel Paese.

Oltre alla


ovviamente.


Per il resto la divisione fra le genti parla il dialetto della sperequazione sociale, del razzismo, del tutto ora qui e subito, dell'assenza di solidarietà in nome di quello che è mio è mio e quello che è tuo, e se non sei capace a difenderlo è mio lo stesso.

Popoli che hanno la memoria corta, composti da individui che non leggono un libro all'anno. Per i quali il messaggio televisivo costituisce base fondante per i valori sociali.
Così se l'altro ieri si lamentavano di non arrivare alla terza settimana del mese, ieri hanno espresso il voto per l'impellente bisogno di "sicurezza".

E oggi che forse non arrivano alla seconda di settimana, stanno a guardare coloro che hanno votato cambiare le regole del gioco e togliere strumenti a quei pochi che ancora in questo Paese la "sicurezza" vera, che passa almeno per

l'applicazione della legge,

cercano di farla.

Individui che stanno a guardare coloro che continuano a cantare
"la mezza messa" per dirla alla Camilleri; tanto a dirla intera c'è sempre tempo per smentirla ogni volta che si vuole la messa di turno.

Individui che non sanno pensare al cui prodest.
Perché per farlo ci vorrebbero memoria, cultura e un minimo senso della morale. Cosa che gli individui costituenti la maggior dei popoli del Bel Paese non hanno.

Consapevolmente e colpevolmente.

Intanto nell'ambito dell'iniziativa privata, che sempre più nel Bel Paese si identifica con l'attività criminale, ieri sera c'è stata una rapina a un porta valori che sembra tratta da un film di azione made in usa.
Blocchi stradali fatti usando auto rubate e costringendo gli automobilisti a bloccare la strada con il proprio mezzo. Lunghe sequenze di colpi di Kalasnikov.
Poi la fuga, probabilmente e non a caso, in tempo per vedere il secondo tempo della partita della

"Nazionale"


Tre a zero.


E per i popoli che si riconoscono disuniti ma collusi nell'applicazione della "furbizia", della paura del diverso, del razzismo, dell'ignoranza e uniti solo dalla

"Nazionale"


pare un risultato in grado di scatenare polemiche e seminare
ansie di tragedia.

E di nuovo tutti pronti a "dimenticare" quanto accade di spaventoso nel Bel Paese in nome di quanto è effimero come la mancata impresa della

"Nazionale"


Purtroppo la
legge della causa e dell'effetto ha le sue conseguenze come è ovvio che sia, anche se con il disappunto di milioni di individui del Bel Paese.

Tre a zero.

Un risultato giusto.


Purtroppo però la partita in questione è molto, ma molto più importante.

Si può solo rimanere a guardare, mantenendo diritto il timone della propria esistenza.

Così è se vi pare.

L'immagine è una litografia di Escher del 1950 dal titolo Ordine e Caos.
Rappresenta bene il limite, l'orizzonte degli eventi che, salvo cambi repentini di rotta, presto ci troveremo a valicare.



16 maggio 2008

Rialzati Italia - 01





Una volta pensavo che fosse sufficiente ignorare programmi e reti televisive che non mi interessavano, ritenevo trash o, semplicemente lontane dal mio interesse diretto.

Poi ho semplicemente smesso di guardare la TV e mi sono limitato solo ad ascoltare quella che ritengo la meno peggio delle radio nel Bel Paese.

Con il tempo si cambia e si affinano sensibilità, percezioni, umori oltre che pensieri e considerazioni.

Questa è una inevitabile conseguenza del tempo che passa.

Così ho compreso bene che non è sufficiente smettere di guardare le cose che non piacciono per evitare di subire qualche effetto.

Come il caso del buon Emilio e della tv mai andata dove doveva stare, ovvero sul satellite.

Chi non sapesse il perché può leggere qualcosa in merito al Lodo Retequattro e alla televisione danneggiata da anni, Europa 7, dalla mancata assegnazione delle frequenze oltre a questo post del solito impagabile Beppe.

Non credo proprio che le cose cambieranno visto che adesso abbiamo membri del Governo in famiglia vero?

Senza nessuna volontà polemica.

Si osserva.

Si commenta.

Si lascia andare.

Anche perché c'è ben poco d'altro da fare.

Così è se vi pare.