Il Tempo passa ...


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22 aprile 2009

diritto e rispetto




Spesso ci sono poche cose da dire.

Spesso ci sono troppe persone che parlano e impongono il loro modo di vedere le cose a tutti, per motivi ideologici, religiosi o di mera convenienza personale, solo perché si trovano nelle condizioni di farlo, fregandosene della cultura, del sentire e del vivere altrui.







Leggete, se volete, una volontà che rimarrà inascoltata, secondo una legge teocratica scritta nel nome di un dio piccolo piccolo.

Così è se vi pare.

P.S.
L'immagine elaborata è stata tratta dal blog Veritas, che ringrazio per l'uso.



17 marzo 2009

libertà di opinione...




La libertà di opinione è una gran cosa.

Tutti dovrebbero avere il diritto di averla.

Avere il diritto ad avere una propria opinione deve andare di pari passo con due cose fondamentali, almeno per me:

  • Il diritto di parola inteso come libertà di esprimere la propria opinione.
  • Il senso di responsabilità personale, connaturato al proprio ruolo, al contesto storico, politico e culturale al quale si appartiene.
Ho letto un paio di articoli (Repubblica, Corriere) che riportano le affermazioni di un noto Capo di Stato, in merito al problema della diffusione dell'AIDS in Africa e, in generale, a quale sia la migliore soluzione per combattere la diffusione di questa terribile malattia.

Ora, se ognuno ha diritto ad avere la propria opinione e a manifestarla, credo che abbia



l'obbligo morale


di pensare prima di parlare, in nome della responsabilità sottesa al proprio ruolo sociale.


Fino a che le proprie opinioni le scrive uno sconosciuto blogger (ammesso che io lo sia) è un conto; se le opinioni sono quelle di un Capo di Stato che è Principe assoluto, ma non illuminato (cosa che dimenticano in tanti) e Capo di una religione (cosa che nel BelPaese viene ricordata almeno una volta in ogni telegiornale) il conto è ben diverso.

Come diversa

è la responsabilità personale collegata al contribuire all'ammalarsi di milioni di persone,

per sostenere una precisa posizione teo ideologica; e, considerando il livello di cure e reddito disponibili mediamente in Africa, questo corrisponde alla possibile induzione alla morte per milioni di persone.


In tema di sessualità e malattie sociali connesse, credo che questa gente dovrebbe chiarirsi parecchio le idee:

Non che importi molto, visto che il potere residuo di quello Stato nel mondo, dipende dal mantenere bene alte certe bandire ideologiche e certi steccati sociali, in nome di una ben definita, quanto mai dimostrata, salvezza finale.

La libertà di opinione è una gran cosa.

Proprio perché essa si manifesta in un regime sociale dove un sano relativismo, propone il valore dell'umano, contro il dogmatismo di coloro che hanno ragione, in nome di un dio del quale non possono in alcun modo dimostrare l'esistenza.

A scapito del dolore e della morte che rischiano di spandere ogni giorno nel mondo.

Molto meglio guardare alle cose in maniera equidistante, senza negare, condannare o assolvere; ma solo, se possibile, cercando almeno di non fare altro male.

Così è se vi pare.

P.S.
Ringrazio il blog Zorba il gatto per l'uso dell'immagine e per il post che ho citato sopra.



03 marzo 2009

Siamo spaghetti e





Mi è capitato di leggere questo articolo su Wired.it.

Immediatamente mi è venuta l'idea di correlare questa notizia con quanto potrebbe succedere per la dispersione nell'ambiente di inquinanti da una centrale nucleare.

Il che è quanto succede regolarmente in caso di incidente.

Per chi volesse saperne di più:

Scala INES - l'unità di misura della gravità negli incidenti nucleari;

se invece volete sapere quanti guasti e/o incidenti si verificano nel mondo in tempo reale potete visitare questo sito della IAEA.

Mentre pensavo a come comporre il post ho cercato una immagine adatta. Mi sono imbattuto in questo post del blog di Alberto Cane.

Innanzi tutto ringrazio l'Alberto per l'uso dell'immagine che ho preso dal suo post.

Il post è del 2007.

Si parla di come una varietà di grano, il Creso, sia stata ottenuta per bombardamento con raggi gamma del frumento preesistente e si ipotizza una correlazione fra l'utilizzo di questo nuovo frumento modificato alla Incredibile Hulk e l'esplosione dei casi di celiachia.

Se volete saperne di più leggete i post che ho citato sopra.

Ma vorrei attirare l'attenzione su un paio di cosette.

La prima è che una tecnologia nucleare è stata applicata per modificare una specie vivente ottenendo una mutazione capace di riprodursi.

La cosa non è ne banale ne scontata, visto che in natura le mutazioni genetiche di solito sono foriere di malattie o morte.

Sono foriere anche di debiti e morte indiretta (per fame) quando sementi che non producono semi fertili vengono vendute dalle Multinazionali ai poveri di paesi poveri.... nonché di tanti altri effetti.

Il pensiero va quindi alle possibili malattie nascoste, silenti per anni, che colpiranno chi rimarrà esposto agli effetti di un incidente nucleare; ma anche alle possibili mutazioni attive nei figli di quei luoghi di esposizione radioattiva.

Cose molto rare, quasi impossibili.

Ma da non escludere.

Perché il rischio reale del nucleare non è certo legato alle esplosioni atomiche, ma alla diffusione di inquinanti velenosi e mutageni nell'ambiente.

Inquinanti che smettono di essere radioattivi dopo centinaia e per alcuni centinaia di migliaia di anni.

La seconda cosa che volevo sottolineare è che, per quanto io cerchi di essere informato, questa cosa del frumento nuclearmente modificato non la avevo mai sentita prima di leggere il post su Wired.it.

Ma almeno dal 2007 se ne parlava come dimostra il buon Alberto.

Ora magari tutti coloro che leggono questo post sapevano di questa cosa.

Ma non lo credo.

Penso invece a quanto una cosa del genere sia stata tenuta nascosta. Cito dal post di Wired.it:

“Su questi temi c’è un po’ di omertà – spiega il professor Gino Roberto Corazza, direttore della I Clinica medica e della Scuola di specializzazione in gastroenterologia dell’Università di Pavia – nel senso che è probabile che l’irradiazione del frumento possa averne aumentato le caratteristiche potenzialmente lesive nei soggetti sensibili, ma stranamente non ci sono ricerche scientifiche sulla materia”. O, se ci sono, non sono conosciute e diffuse.

Ora se da venti e passa anni mangiamo tutti i giorni della roba nuclearmente modificata e in media ne sapevamo poco o nulla, siamo sicuri di potere credere a quanti dicono che le centrali nucleari non provocheranno mai danni?

Perché ricordiamoci una cosa: dire che una tecnologia è sicura non significa che non esiste alcun rischio.

Una tecnologia è sicura nella misura in cui minimizza il rischio che non è mai eliminabile del tutto.

In fondo se avete una cucina a gas e il fornello si spegne perché l'acqua della pasta (nuclearmente modificata :) ) tracima in bollitura, il gas inizia a uscire e a riempire la casa trasformandola in una potenziale bomba, se nessuno se ne accorge.

E questo accade anche se la cucina a gas è dotata dei meccanismi di accensione sicura.

Accade anche se in casa ci sono i rilevatori di fughe di gas, ma non c'è nessuno a sentire l'allarme.

Accade quando qualcuno, per farla finita, lascia i fornelli aperti.

Così è se vi pare


08 febbraio 2009

Solo due parole...




Molti in questo periodo parlano di morale, etica e vita.

Molti parlano senza avere il diritto di entrare nel merito, nel contesto in cui lo fanno.

Molti parlano di una cosa ma hanno in mente ben altro.

Sinceramente ora mi sento di pronunciare solo due parole:


La prima parola è equanimità in questo senso.

Perché una corretta visione delle cose non dovrebbe prescindere dal guardare allo stesso modo ogni aspetto della realtà.

Soprattutto quando ci si riferisce a dolore, scelte e responsabilità delle quali non si ha alcuna esperienza diretta.

La seconda parola è un ossimoro in questo contesto;

silenzio

Così è se vi pare


22 gennaio 2009

Credo, Non Credo, Non mi interessa ...




Recentemente è montata la polemica per un messaggio pubblicitario sulla non esistenza di dio, creando non poca confusione nella Terra dei cachi.

Personalmente ritengo la polemica poco interessante.

Perché in un paese civile si dovrebbe essere liberi di credere e/o non credere in quello che si vuole.

Senza che nessuno possa imporre ad altri la propria posizione in maniera arbitraria.

Ma questo nel BelPaese non accade.

Penso che, più che discutere su qualcosa che nessuno può dimostrare, in merito o meno all'esistenza di dio, la riflessione andrebbe fatto su quanto qualcuno deve accettare in nome di qualcosa in cui la maggioranza degli altri crede.

Nella puntata di ieri della trasmissione Otto e Mezzo, il programma di approfondimento de La7, di cui ho già scritto, si è parlato di questo.

Guardate un po' questo video se avete tempo e voglia:







Non mi interessa scrivere delle sorti di chi rimarrà probabilmente condannato a esistere nella condizione di "diversamente in vita", grazie alle convinzioni pseudo morali fondate, a seconda dei casi, su posizioni dogmatiche religiose o, semplicemente di convenienza politica, di chi ha deciso di decidere così.
Per questa situazione personalmente rimane solo una profonda compassione per la ragazza e per suo padre.

Mi interessa parlare invece di quei personaggi che testimoniando la loro fede, rendono possibile togliere umanità all'uomo nel nome della legge di dio.

La caratteristica fondamentale di questi personaggi è la convinzione profonda di possedere l'unica verità.

E' una convinzione così profonda che gli rende possibile non solo lanciare strali contro coloro che sono presumibilmente senza cultura e persi al di fuori della fede, ma addirittura di correggere e indicare la corretta interpretazione del messaggio religioso ad alcuni rappresentanti della loro stessa casa madre.
Poco importa se poi gli "ignoranti" rispondono a modo.

Questi personaggi portano avanti l'idea dogmatica e reazionaria di una bontà assoluta e perenne da parte dell'organizzazione di cui fanno parte, buon per loro, che ha lo scopo di preservare la vita dell'uomo qui e nel prossimo mondo dopo la morte, come fa una madre amorevole.

E spesso parlano appunto di madre, di accoglienza, di amore.

Lo zelo nel portare avanti questo messaggio è assoluto; poco importa che questi personaggi sfiorino troppo spesso, con la loro certezza di possessori della verità, la divisione in caste, quasi che ci sia "l'uomo" protetto dalla legge di un dio che sta unicamente dalla loro parte, e tutti gli altri dimoranti nell'ignoranza e nel peccato.

Che siano medici che parlano come religiosi in un partito di fallita vocazione progressista, giornalisti con l'aspetto di apostoli continuamente fulminati sulla via dell'informazione dogmatica e acritica, con la copia del proprio libro da far vedere in tv sotto il braccio, o apostati in migrazione da un unico dio a un altro unico dio, poco importa.

Quello che importa è che si fanno strumenti per limitare i diritti e le libertà di coloro che non appartengono al loro credo dogmatico religioso.
O sarebbe meglio dire al loro modo di credere dogmatico religioso.

Confondono la realtà storica per come è stata ricostruita, con la verità storiografica di canoni religiosi rigorosamente astorici.

Certificano come unica valida la legge del loro dio, ben al di sopra ad esempio di quella legge che il consesso umano nel quale vivono si è dato, e difendono l'ingerenza di Stati stranieri nella gestione della vita sociale e politica del proprio paese, in nome della medesima legge.

Sono i primi a definire l'amore e la concordia fra gli uomini nelle parole, salvo sancirne le divisioni nell'applicazione delle parole stesse nel politico e nel sociale.

Ho scritto sempre dio minuscolo, fin qui.

Perché il dio di una sola parte, per quanto grande di persone, è sempre un dio minore.
Tanto minore quanto più esistano unici depositari della verità a glorificarlo.

Sono proprio personaggi come questi che mi hanno convinto di come la fede in un unico dio, vissuta e imposta al mondo in questo modo, sia in realtà

un profondo atto di violenza contro l'intera umanità.

E risulta altrettanto evidente che, sul piano concettuale il credo religioso intrinsecamente più violento di tutti, è quello che maggiormente concede l'identificazione con il dio in questione oltre a una forte componente di deresponsabilizzazione nei confronti di se stessi e degli altri in nome della fede.
Parlo ovviamente del cristianesimo in generale e della sua variante settaria cattolica in particolare.

Poco importano le citazioni filosofiche dotte, i richiami dottrinali o le professioni di fede di questi personaggi in un contesto che nulla ha a che vedere con il senso religioso.


Perché pare evidente che questi personaggi non hanno una visione profonda di ciò in cui dicono di credere.

Pare altrettanto evidente che la loro fede è il risultato di una proiezione di se al di fuori, ove si rischia una caduta senza reti definitiva in caso di auto inganno.

E mi tornano in mente le scene del film W, quando la fine delle riunioni di governo nelle quali si erano decise guerre, menzogne mediatiche e torture si pregava dio insieme...

Da qui la necessità della spada tratta nella difesa della propria fede che è solo debolezza.

Se così non fosse, semplicemente, non farebbero ne direbbero quanto fanno o dicono.

Sono questi personaggi che leggendo parole come queste parlano solo di ignoranza, di odio e di incapacità di capire da parte di chi è stato in grado di scriverle.

A me non interessa.

So di essere ignorante.

So che l'ignoranza è la base della sofferenza.

Ma so anche che "ignoranza" è una parola alla quale personaggi come questi danno una interpretazione ben diversa dalla mia, in quanto "essi sono i possessori e i portatori dell'unica verità".

Così è se vi pare

P.S.
L'immagine viene da questo sito, che ringrazio per l'utilizzo.


12 febbraio 2008

194

E' parecchio che non scrivo.

Del resto non è che le cose siano cambiate così tanto, almeno dal punto di vista del mio senso di nausea.

Ma quando leggo articoli su una notizia assurda secondo la Repubblica o il Corriere rimango veramente basito.

A farla semplice si potrebbe dire che le forze dell'ordine a Napoli avrebbero fatto meglio a indagare e a fare irruzioni senza mandati per capire come mai ci sono tonnellate di spazzatura per strada da 14 anni...

Ma la cosa non è semplice e la semplice ironia è fuori luogo.

Poco importa la storia socio politica che ha portato a una Legge dello Stato Italiano.

Poco importa che le dirette interessate hanno e avranno sempre meno voce in capitolo su quella che è la loro esistenza in questo mondo, per il periodo a loro destinato.

Tanto siamo in mano a una organizzazione con sede in Italia ma dipendente dalle decisioni di uno Stato estero;

Stato Estero che vuole controllare il nostro modo di vivere, di essere e di pensare.

Indipendentemente da quello in cui crediamo o non crediamo. Da quello che siamo o non siamo.

Per cose del genere di solito si parla di spionaggio . No. Non faccio parte di quelli che credono alle teorie del complotto. Ne appartengo alla categoria di chi attacca la posizione di chi crede in una realtà divina, a prescindere.

Signore e signori miei cari qui la Fede non c'entra per niente.

C'entra la libertà che dovrebbe essere garantita a un cittadino laico di uno stato laico, come dovrebbe essere l'Italia.

Ma il Belpaese la laicità non sa neanche da che parte stia.

E sarà sempre peggio.

Per liberarci da atti del genere contro la libertà qualcuno ci ha fatto una guerra che ha contribuito al Risorgimento, unendo questo misero paese dal punto di vista del territorio.

Certo che oggi, a pensare a gente come questo tizio e sua moglie, si può dire che un favore il buon Beppe non ci ha di certo fatto.

Esagero? Leggete un po' questa recensione cinematografica e fatevi una bella idea da soli.

Così è se vi pare.

19 ottobre 2007

Il razzismo nel DNA

James Dewey Watson, uno degli scopritori ufficiali del DNA assieme a Francis Crick e Rosalind Franklin, ieri ha parlato. Come fece altre volte in passato.

Parole che hanno fatto discutere, e che faranno discutere.

Il mondo non cambierà mai. Il determinismo biologico è un affascinante trappola per guardare e filtrare la realtà.

Partiamo dal presupposto che a parlare è un Premio Nobel, mica un blogger da quattro soldi come me.

Un uomo al quale per meriti, in questo caso scientifici, viene dato un riconoscimento internazionale per l'importanza e il *valore aggiunto* del suo lavoro nei confronti dell'umanità.

Che senso ha proporre l'aborto alle donne ai quali un test sul dna comunichi il rischio della possibile omosessualità del figlio?
Avere un comportamento sessuale non eterosessuale è una malattia tale da richiedere un pre trattamento eugenetico sulla base di teorie *molto* discusse?
Ma soprattutto l'omosessualità è una malattia?

Cosa importa, ammesso sia vero, che le persone di colore abbiano una libido geneticamente superiore a quelle bianche?
Non ci voleva un genetista Nobel per confermare le virtù degli uomini di colore. Gli anni della battute alle scuole superiori avevano già confermato questa teoria. O forse no.
Ed in ogni caso un affermazione del genere ha più della visione di una morale bigotta che, probabilmente nasconde una genuina invidia, piuttosto di qualcosa legato alla ricerca scientifica.

Le differenze fra il patrimonio genetico dei vari gruppi umani nel mondo sono talmente minime da avere reso obsoleto il concetto di razza.
A maggior ragione quello di una razza *migliore*.

Al di la di tutto, anche se si arrivasse a scoprire il gene che determina la lunghezza del pisello o il numero di interazioni fra i neuroni nel cervello, cosa cambierebbe per noi uomini e donne in questo mondo?

La presunzione di provenire da una cultura intrinsecamente migliore, la certezza di avere una qualche forma di verità dogmaticamente superiore a quella degli altri, ecco cosa credo siano le cose di cui preoccuparsi.

Basti considerare le derive di pensiero protestante dalle quale ci giungono gli W.AS.P, gente spesso con posizioni simili a quelle del nostro Nobel, in ambito sociale.

Solo che sostengono a forza il creazionismo.

Come si suol dire, così è se vi pare.

Per quel poco che ho letto, la comprensione del cervello, dell'intelligenza e di quello che ci rende umani va al di là della mera comprensione meccanica di cosa fa una parte del cervello rispetto ad un altra.
Sappiamo che il cervello *cresce* nel senso che il numero di collegamenti fra i neuroni aumenta in funzione dell'attività mentale svolta.
Insomma l'intelligenza e l'anima sono qualcosa che è molto di più della somma dei pezzi di carne che compongono il cervello.
Ma dipendono da esso.
E sicuramente una qualche forma di implicazione genetica rende un individuo più intelligente o più sensibile di un altro.
Indipendentemente dal colore della pelle però.

Quindi un *bianco* potenzialmente molto intelligente, posto di fronte a stimoli inadeguati in un ambito di sopravvivenza *duro* non è detto che manifesti tutte le sue potenzialità.
Ed ovviamente un *nero* meno dotato ma che sia adeguatamente stimolato e supportato nella sua vita potrà arrivare anche oltre il limite genetico.

Perché il senso stesso di limite genetico è la principale assurdità insita nel determinismo biologico.

Ripetete il ragionamento con ogni colore che vi viene in mente. Le cose non cambiano.

Siamo tutti *umani*.

Quello che sappiamo sul cervello è che può anche invecchiare. E che la capacità di apprendere e la creatività vengono a scemare con il tempo.
A meno di non sapersi rinnovare adattandosi a pensare sempre al qui ed ora.

Certe cose Watson le sostiene da anni e anni, rincarando la dose ogni volta.

Ma a 79 anni un uomo, anche se Premio Nobel, potrebbe continuare a sparare *belinate* sempre più grosse, scusate lo zeinezismo.

Non credo sia il caso di dargli credito maggiore di quello che ha avuto.

Preoccupiamoci del nostro modo di pensare. Di come ci rapportiamo ad altri modi di pensare. E di quali risposte otteniamo.

Anche se non credo le cose cambieranno.

Buon tutto.

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