Il Tempo passa ...


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28 settembre 2009

Il Paese dei Machi




Ho letto oggi questo bel post sul blog di Chiara.


Questa sera ho sentito a pezzi la puntata dell'Infedele su la7.

Se vi ritenete minimamente civili e soffrite di stomaco non cercate di vederla. Altrimenti è disponibile online qui:

Parte uno.

Parte due.

Parte tre.

Parte quattro.

Parte cinque.

Parte sei.

La puntata riguardava il "come" la cultura dell' immagine televisiva ha modificato il ruolo della "donna", con le relative derive scandalistiche nel mondo degli affari e del potere politico.

Quando sento una donna dire determinate cose, non mi stupisco che la visione della carriera per molta della popolazione femminile passi per

la capacità di stare a bocca aperta in ginocchio il più spesso e proficuamente possibile...

Chiara ha ragione.

Inutile prendersela però.


Gli italici popoli sono così.

Come il Leader Maximo sostiene al secondo 25 di questo video:







gli italioti vorrebbero essere come lui.

E in tanti si impegnano per esserlo.

Le donne svestite a modo e pronte ad "aprirsi" al futuro e gli uomini a fare...

I risultati si possono vedere tutti i giorni.

Ma tutto va veramente bene, non è vero?

Così è se vi pare.


26 maggio 2009

La cattiva influenza della parodia sui Compagni...






Il problema per me non è certo in un vecchio ricco che "approfitta" dei favori di adolescenti condiscendenti o di maggiorenni spregiudicate.

Gli uomini, soprattutto quelli di potere, difficilmente si rassegnano all'idea di morire.

Di donne che a qualsiasi età, dimostrino di avere le capacità di trarre profitto da essi, c'è ne sono sempre state.

In tutto questo nessun senso del futuro.

Solo egoismo e superbia.

Ma il vero danno per tutti non è e non sarà certo in questo.

Chi è ancora interessato al perché, può leggere



Così è se vi pare.

P.S. La foto di Sue Lyon protagonista del film Lolita di Kubrick è tratta da Pixadus.com che ringrazio per l'uso.

14 maggio 2009

Ossigeno per il cervello




Punti di partenza:

Articolo del Corriere e articolo della Repubblica.

Parole chiave:

Ossigeno.

L'ossigeno è un gas.

L'ossigeno è un comburente.

Costituzione.

Art. 1 della Costituzione:

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Welfare.

Qualcuno che, per ruolo istituzionale, dovrebbe occuparsi di eliminare le diseguaglianze sociali nell'ambito del BelPaese sta facendo, evidentemente, molto bene il suo lavoro.

Questo articolo evidenzia come sia in atto una palese ingiustizia, una nuova vessazione sul piano della diseguaglianza sociale.

Come si può pretendere che un manager sia costretto a non fare bene il suo lavoro? Se si è deciso che un certo impianto deve essere dismesso, buttare via 20.000 € per un impianto automatico anti incendio è completamente illogico!

Completamente!

Poco importa se sono morti sette operai.

Anzi! Magari il danno agli impianti, l'incendio si è scatenato proprio per colpa loro! Perché un povero manager dovrebbe avere delle responsabilità in casi come questi?

La diseguaglianza è netta e evidente. Il Governo del "Fare" sta agendo prontamente in nome della libertà: si modifica la legge sulla sicurezza sul lavoro in modo tale che i manager non possano essere considerati responsabili e che, semmai, siano gli operai, anche se magari un po' morti, a dovere rispondere delle responsabilità di eventuali danni al patrimonio aziendale.

Giustizia sarà presto fatta!

E Voi che dovete andare al lavoro ogni giorno, cercate di essere più attenti e responsabili; non potete mica sempre pensare di non passarla liscia a far danni.

E cercate in caso di incidente di non morire, altrimenti i danni chi li paga?


Ci sono abitanti del BelPaese che hanno voluto questo modo di governare; che sono contenti di queste soluzioni; che trovano giusto tutto questo.

A tutti gli altri dico soltanto: risparmiate l'ossigeno per il cervello.

Almeno fino a quando respirate ancora.

Così è se vi pare.


07 maggio 2009

Cartelli elettorali...






Una bella metafora.

Si fa per dire, ovviamente....

Così è se vi pare

P.S.
L'immagine è tratta dal blog ".questo non è un blog.", che ringrazio per l'uso.


06 maggio 2009

Il re è nudo?




Penso sia inutile commentare quanto sta accadendo.

Anche se a dire il vero un commento a un post di Chiara lo ho lasciato e qui lo riporto:


I "Cavalieri" nel BelPaese sono solo neri.

No. Non è una battuta di stampo politico.

Non solo almeno.

In un paese dove quasi tutti cercano di metterlo in quel posto al prossimo in qualità di più furbi, i "migliori", i "Cavalieri" appunto, sono neri per il fango e la melma che devono rimestare continuamente, per effettuare le proprie manovre, coprire le proprie risorse, e alla fine godere della propria fama.

Come i maiali in una porcilaia.


Questo non è un paese per onesti.

Solo per furbi.


C'è solo da chiedersi una cosa:
il re è nudo?

La risposta credo sia no.

Chi ha il potere rispecchia la base degli individui che costituiscono il paese.

E le genti italiche hanno pochi tratti in comune: ci sarebbe da riflettere e commentare molto su quali siano.

Non mi interessa.

L'indole storica, radicata nella spina dorsale di molti nel Belpaese, ha trovato il coronamento in quella che è la nuova società, attraverso una nuova visione politica, che un capellone irriverente ha ben definito la visione del partito dell'uomo qualcuno.

Ma si tratta di personaggi malnati, malvestiti e puzzolenti, no?

Il salotto buono della Tv di Stato accoglie l'Imperatore che spiega esattamente come tutto sia un malinteso, una trappola costruita dall'avversario politico.

Tutte cose che si possono leggere da anni.

Solo che nel BelPaese leggere e avere una cultura è considerato disdicevole.

Anche le Lauree se non sono prese con voti di questo genere:

90 - 60 - 90

non valgono molto.

Così il novello maiale Napoleone si assolve da tutto.

Anche da quello che fino a ieri non era reso pubblico.

Perché è innocente per il passato, il presente e il futuro.

Perché le italiche genti vogliono un capo così.

Ne hanno bisogno per continuare a giustificare il proprio stile di vita, una ipocrita morale comune e la patria italianità.

Ne hanno bisogno per sapere quale tipo di bestia sono in questa bella fattoria...

Come dite?

Sono anche io uno di quelli malversanti, malvestiti e puzzolenti?

Non credo.

Non mi sembra di dire nulla di molto diverso da quanto anni fa, affermava Giuseppe Prezzolini:
  • I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.
  • I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.
  • Non bisogna confondere il furbo con l'intelligente. L'intelligente è spesso un fesso anche lui.
  • Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.
  • Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.
  • I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.
  • Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.
  • L'Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l'Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.
  • L'Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l'italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l'esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l'ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un'altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l'Italia, è appunto l'effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.







Per tutto questo il re non è, e non sarà mai, nudo.

Così è se vi pare.

P.S.
L'immagine è una elaborazione tratta dal blog: Blog a 2 Piazze, che ringrazio per l'uso.

P.P.S.
Ringrazio il commentatore Gio, del blog di Chiara per l'indicazione del video.

P.P.P.
Le citazioni di Prezzolini vengono dalla pagina a lui dedicata su wikiquote.


25 marzo 2009

Ricordiamoci di Gomorra...




Ieri sera ho visto la trasmissione speciale di Che tempo che fa con ospite e protagonista Roberto Saviano.

Normalmente non guardo trasmissioni del genere, anche perché cerco di guardare meno TV possibile.

Serve a cercare di evitare lo squilibrio mentale e l'ulcera qui nel BelPaese, sapete?

Però sto leggendo il romanzo Gomorra.

Faccio fatica a leggerlo.

Per carità. E' molto bello e scritto benissimo.

Ma ogni pagina è un pugno nello stomaco.

Ieri sera la stessa cosa. Un ora e passa di pugni nello stomaco ascoltando Saviano parlare.

Parla di una realtà che, purtroppo, è uno degli aspetti fondamentali dell'italianità: interi territori e strutture sociali conviventi e asservite all'illegalità; con rassegnazione, spesso soprattutto con orgoglio.

Pugni nello stomaco.

Voglia di urlare che non ne vuoi sapere niente, che vuoi stare lontano da gente e persone così, che non è possibile vivere in questo modo.

Poi ti rendi conto che a parlare è un morto.

Si. Un morto che cammina.

Perché la sua condanna a morte la ha scritta lui stesso, pagina per pagina quando ha creato Gomorra.

Ci saranno vari stadi di morte: il tentativo di denigrazione, il far dimenticare tutto.

E poi arriverà un colpo di pistola.

In faccia.

E quando senti queste cose e vedi la luce nello sguardo di questo ragazzo di trenta anni

capisci cosa vuol dire essere vivi, dire basta; volere cambiare le cose.

Anche se questo per Roberto significa praticamente avere rinunciato alla vita tre anni fa.

Significa vivere con una ossessione.

Sapere che un giorno qualcuno potrebbe chiamarti per nome; sapere che quando ti girerai qualcuno ti sparerà.

In faccia.

Una vita così ha un costo così alto che nessun successo o guadagno personale può compensare il dolore allo stato puro.

La scelta di Roberto è la scelta di uno che tiene una sbarra di metallo rovente in mano.

Sa che se la farà cadere sarà la fine della sua vita; e nello stesso tempo il calore brucerà la carne e il dolore, come l'ossessione, distruggerà l'anima.

Roberto ha fatto una scelta.

Non lasciamolo solo.

Facciamo in modo che non sia mai dimenticato, denigrato o lasciato da parte.


Evitiamo che arrivi quella pallottola.

In faccia.

Mettiamo la nostra faccia!


Io mi chiamo Andrea Saviano. Il tempo di fare una foto e di
mandarla qui, dove verrà pubblicata.

La faccia di Andrea Saviano.

Perché la faccia di Roberto non debba mai trovarsi di fronte a una pallottola.

Così è se vi pare.


Siti da visitare:


P.S. La foto è presa da questo
articolo di repubblica.it che ringrazio per l'uso.

26 febbraio 2009

Il bello di essere miopi...




Citando la voce su wikipedia relativa alla miopia:

"La miopia è un'ametropia o un disturbo rifrattivo, a causa del quale i raggi luminosi non si focalizzano sulla retina ma davanti ad essa. La conseguenza pratica è che gli oggetti osservati tendono ad apparire sfocati, e la visione ottimale è limitata solo a quelli particolarmente vicini."

Ora si può parlare tranquillamente di miopia mentale.

E' la forma di miopia di chi pensa solo ai propri diretti e immediati interessi.

Relativamente alla questione sul ritorno alle centrali nucleari nel BelPaese, nonostante un referendum espressione diretta della volontà popolare, si possono leggere dei gustosi interventi su giornali e blog:

come questo intervento di Dario Fo su repubblica.it;

e questo post sul blog di Chiara.


Si tratta di opinioni e risate amare.


Per dire subito a tutti coloro che pensano al nucleare come a una buona cosa e giustificano questo con un:

"tanto le centrali ci sono appena oltre confine"

vorrei fare osservare l'immagine all' inizio di questo post.

E' presa dal sito di una scuola superiore americana che ringrazio.

La nube rosso porpora rappresenta la nube di inquinanti radioattivi il 27 aprile 1986 il giorno dopo l'incidente di Chernobyl.

Credo che basti questa immagine, e la dimensione della nube per capire che il problema di una centrale nucleare non è quanto sia vicina o meno, no?

Qualcuno potrà obbiettare che l'energia ci serve e il nucleare è l'unica soluzione economica e sicura per coprire il nostro fabbisogno energetico.

A chi la pensa così vorrei fare leggere questo articolo dove il fisico dell' Università di Firenze, Angelo Baracca da qualche informazione interessante.

Se preferite ascoltare una sua intervista telefonica diretta rilasciata a Caterpillar, andate al minuto 16 e 30 secondi di questo podcast.

In pratica la Spagna, in un solo anno con un investimento esclusivamente sull'energia eolica, è riuscita ad ottenere la stessa energia che, forse, fra venti anni due centrali nucleari faranno nel BelPaese.

Senza avere i costi di gestione, smaltimento e carburante richiesti dal nucleare.

Si scopre così che si può fare ben altro quindi, molto prima e con minore impatto ambientale.

Almeno si può fare uno studio di fattibilità attendibile prima di costruire qualcosa che la gente non ha espressamente voluto anni fa.

Ma allora perché farlo?

Perché la miopia mentale permette di vedere molto bene vicino, di manovrare perfettamente in mezzo a interessi economici e politici trasversali in Europa.

Lui salva il Francese dall'imbarazzante costo di una tecnologia fallimentare; domani il Francese non dirà nulla quando il Bel Paese sarà in ginocchio e chiederà pietà all'Europa.

Forse.

E forse arriverà anche il russo a dare una mano al tutto.

Ma credo che alla fine l'unico veramente miope sia Lui.

Perché il francese in fondo con questa manovra si ripaga i soldi mancati; e a breve si metterà a fare l'ecologista all'americana come tutti gli altri in Europa.

Lui impiccato da un debito di miliardi di euro potrà vedersi le porte sbattute in faccia comunque.

Ed in ogni caso non che il suo portafoglio o il limitato futuro che ha di fronte lo preoccupino.

Sarebbe lo schiaffo a dargli fastidio.

In ogni caso come diceva ieri sera il Ministro Bond dell'economia italiana, in una nota trasmissione schierata, il problema è che in un periodo di crisi globale che si basa sulla mancanza di fiducia è sbagliato parlare troppo e male di certe cose...

Giusto.

Il silenzio è meglio di tutto.

Sperando che non capitino di nuovo tragedie come questa:



Il bello di essere miopi sta proprio in questo; puoi permetterti di fregartene del futuro...

degli altri.

Così è se vi pare.

P.S.
L'immagine del ragazzo è presa dal sito di Mathew Ingram; thank you for use of this picture!


24 febbraio 2009

La strada di Celestino...




Celestino,

hai abbandonato un cammino che non dovevi iniziare a percorrere.


Ti era stato detto di andare in Africa.

Ma non hai voluto.

Hai voluto assumerti tutte le responsabilità nei confronti di quell' insieme incoerente di tizi e tizie che si identificano nell'acronimo di una bestemmia.

Ma la tua più grande responsabilità è avere regalato la vittoria all'altro lato.

Dicendo in pratica le stesse cose.

Contribuendo a zittire coloro che, almeno in teoria, stavano dalla tua visione del mondo.

Non parlo di politica.

Non mi interessa.

In quel senso il BelPaese non esiste.

Hai tolto le speranze ad almeno due generazioni oltre a quella attuale.

Parlo di vita, salute e futuro.

Mentre il mondo si interroga su come creare energie pulite e un futuro di sviluppo sostenibile, hai reso possibile ai miopi governanti del BelPaese di buttare via il futuro.

Quando noi andremo con i SUV a benzina, gli altri andranno ad energia elettrica, a idrogeno o idrogeno metano.

Quando il combustibile per le centrali nucleari sarà costosissimo e le scorie smaltibili solo a costi inimmaginabili, noi avremo messo su il nostro parchetto di inutili e obsolete centrali nucleari

Perché quello che è nuovo e funziona oggi fra dieci anni sarà superato, in un mondo nel quale tutti gli altri si muovono in direzioni opposte.

Dovevi andare in Africa a suo tempo Celestino.

Perché ora c'è il rischio che non ti ci vogliano più: stanno già morendo di sete, fame e guerre da soli, senza qualcuno che gli tolga ogni certezza di futuro.

Si spera di non vederti più in giro a far danni Celestino.

Cammina nel tuo deserto e perditi dentro ai tuoi si può fare.

Gli altri continueranno a sbranare la carcassa del futuro che hai contribuito ad abbattere.

Così è se vi pare.

01 ottobre 2008

Tempi moderni

Credo che tutti ricordino Tempi moderni il film di Charlie Chaplin. sulla disumanità della catena di montaggio.


Qualcuno forse pensava che con il tempo le cose fossero diverse nel Bel Paese da quanto raccontato in un altro bel film: la classe operaia va in Paradiso.

Ebbene, non faceva i conti con le iniziative illuminate del super imprenditore italico, come potete leggere in questo articolo.

Una caratteristica tipica di buona parte degli imprenditori italiani è la fede cieca nelle regole del libero mercato... quelle italiche però!

Che si possono esemplificare con una semplice frase:

privatizzare gli utili e collettivizzare le perdite

come visto nella triste vicenda del fallimento Alitalia. (*)
Questa formula che sintetizza un modus vivendi, una attitudine innata non alla crescita della propria impresa affrontando a viso aperto il mercato, ma alla volontà subornatrice basata sulla legge del più furbo, comprende in senso profondo il concetto di "sfruttamento".

Si sfruttano le persone imponendo contratti a tempo determinato e indeterminato con stipendi che non reggono l'inflazione e che obbligano a ore aggiuntive per potere avere gli "incentivi" senza i quali non si arriva alla fine del mese;

si manifesta la volontà di trasferire all'estero la produzione, per limitare i costi, ovvero pagare stipendi da miseria a persone che lavoreranno in condizioni impensabili a casa propria, come si può leggere chiaramente in questo articolo.

Così questa classe di imprenditori motiva il personale al loro servizio;

così impoverisce la produttività interna del paese spostando la produzione;

così si illude di guadagnare nel breve periodo mentre in realtà regala tecnologia all'estero, basti pensare a come vengono sfruttate le risorse in India e Cina.

Perché poi prendermela tanto per la pausa caffè a tempo? Non lo bevo neanche il caffè, perché mi fa venire acidità di stomaco.

Ma mi viene acidità di stomaco e non posso evitarla, pensando a quanti di quei lavoratori hanno votato in modo che i loro padroni potessero tornare a fare il bello e cattivo tempo senza che nessuno ci possa fare nulla, per almeno cinque anni.

Ammesso che dopo rimanga qualcosa da fare nel Bel Paese.
Che non si lamentino quindi.

Così è se vi pare.

(*)
Perché l'Alitalia è fallita eh? Non è che il fatto di aver fatto comprare i pezzi buoni alla cordata degli imprenditori amici degli amici, cambi questa realtà, nonostante quello che dicono in TV.

N.B.L'immagine è presa da wikipedia che ringrazio.